Analisi Backlink

Analisi Backlink: Verifica e Controllo link in ingresso

L’analisi dei backlink, chiamata anche Link Pruning, è un processo fondamentale della campagna SEO. Pubblicare backlink senza conoscere il proprio profilo di link in ingresso (Link Profile), è come correre in un campo minato con una benda sugli occhi. Molti proprietari di siti che tendono ad agire in questo modo, vengono sistematicamente penalizzati da Google.

La quantità e soprattutto la qualità dei link in ingresso verso un sito, sono fattori che incidono sugli algoritmi di ranking di Google. Aumentare il numero di backlink utilizzando il testo di ancoraggio ottimizzato con all’interno la parola chiave da posizionare, è considerato il segnale di maggiore rilevanza.

Ci sono diverse indicazioni sulla qualità di un backlink, tra cui il livello di autorità della pagina da cui proviene e la rilevanza con il sito linkato (se le due pagine trattano lo stesso argomento, argomenti simili o argomenti differenti).

Nel cercare di migliorare la visibilità sui motori di ricerca di un sito, l’aumento dei link in entrata verso un dominio determina effettivamente un aumento del posizionamento. Per questo sempre più aziende investono in Link Building per velocizzare i posizionamenti e aumentare il traffico organico.

Pertanto, gli schemi per trarre vantaggio da queste strategie di link building mediante l’uso di tattiche che gonfiano artificialmente il numero di backlink, sono viste come una manipolazione dell’algoritmo di ranking.

Google ha l’obiettivo di neutralizzare o addirittura penalizzare i posizionamenti dei siti con intenti manipolativi. Il motore di ricerca ha mostrato uno sforzo drastico per scoraggiare questa forma di manipolazione con l’introduzione dell’algoritmo Penguin.

I siti interessati da Penguin subiscono un calo del traffico istantaneo a causa del declassamento che infligge, come è possibile vedere nel seguente esempio:

esempio sito penalizzato

Fasi principali dell’analisi di backlink

Ho personalmente partecipato a molteplici progetti di analisi dei backlink e di ripulitura di profili di link discutibili. La mia esperienza nell’individuazione e rimozione di backlink dannosi, un processo che chiamo “potatura”, è stata molto richiesta in seguito al lancio e ai vari aggiornamenti di Google Penguin.

Di seguito viene riportata la mia metodologia per identificare i backlink che danneggiano posizionamenti e visibilità organica di un sito, per richiederne la rimozione e tracciare il processo per il proprio flusso di gestione e per comunicare i propri sforzi di rimozione a Google. Le fasi sono:

  1. Raccolta Backlink
  2. Verifica Backlink
  3. Controllo Backlink
  4. Rimozione Backlink Tossici
  5. Disavow File e Disavow Tool
  6. Richiesta di riconsiderazione Google

Raccolta Backlink

Prima di poter avviare il processo di sfoltimento dei link in ingresso, è necessario fare l’inventario dei tuoi backlink attuali. Quindi bisogna rilevare quanti più backlink possibile del sito per cui dobbiamo analizzare il profilo di link.

A tal fine utilizzo i tool di link intelligence, che mi consentono di scoprire quali pagine stanno linkando il tuo sito. Questi strumenti oltre a fornire un elenco di link in entrata, ci forniscono anche molteplici informazioni in merito ad ogni backlink.

Vi sono molteplici tool di link intelligence, personalmente utilizzo:

  1. GSC
  2. Ahrefs
  3. Majestic

E’ necessario utilizzare più strumenti di link intelligence, per ottenere quanti più backlink possibile e avvicinarci maggiormente alla realtà, in quanto nessun singolo strumento contiene la totalità dei backlink verso un sito.

Verifica Backlink: Creazione Link Profile

Dopo aver raccolto tutti i backlink che puntano al nostro dominio, in questa fase i backlink raccolti dai vari strumenti vengono verificati per evincere le seguenti informazioni:

  • URL di origine: le pagine che ospitano il backlink verso il tuo sito;
  • URL di destinazione: la pagine del tuo sito a cui puntano i backlink;
  • Anchor Text: il testo utilizzato come anchor per il link;
  • Anchor Type: Branded, Navigazionali e Transazionali;
  • Tipologia: DoFollow, Nofollow, link immagine, reindirizzamento, frame, etc.;
  • Status code: 200, 404, 500, etc.

Tra l’altro i backlink riportati dai tools di link intelligence potrebbero non essere più presenti e quindi occorre accertarsi che siano effettivamente pubblicati.

Controllo Backlink: Analisi Link Profile

L’analisi del profilo di backlink è la fase più importante dell’intero processo. Tutti i link vengono controllati e verificati. Il processo di backlink audit deve essere fatto con molta cautela, in modo da evitare la rimozione di link in ingresso provenienti da siti di valore.

Per identificare i backlink di bassa qualità, è necessario ordinare o assegnare un valore a ciascun backlink che abbiamo raccolto e verificato precedentemente. Questo processo richiede molto tempo e attenzione al consulente SEO, in quanto bisogna verificare manualmente le pagine che ospitano il backlink e giudicare ciascuna risorsa in merito alla sua autorevolezza e pertinenza rispetto al nostro sito.

In questa fase i backlink vengono etichettati principalmente in questo modo:

  • Bassa Qualità: backlink che mostrano segnali di bassa qualità;
  • Sospetti: backlink che probabilmente possono risultare innaturali, ma non presentano palesi sintomi di manipolazione;
  • Innaturali: backlink che dimostrano chiaramente pratiche manipolative e dovrebbero essere rimossi o sconfessati;
  • Ininfluenti: tutti quei backlink che non passano PageRank o sono quindi sicuri perché ininfluenti sul posizionamento;

Ci sono anche strumenti che possono aiutarti in questo processo, tra cui lo spam score di MOZ, oppure il Backlink Audit tool di SemRush, i quali forniscono un punteggio in merito alla qualità dei backlink.

Personalmente ritengo che questi strumenti possono fornire solo un’indicazione, ma non sono completamente attendibili. Pertanto, preferisco procedere con l’analisi manuale almeno dei backlink più sospetti: dopo una certa quantità di analisi, riesco a farmi un’idea dei backlink che sono innaturali o irrilevanti basandomi sul testo di ancoraggio o sul nome di dominio che linka.

Rimozione Backlink Tossici

Dopo l’analisi manuale dei backlink, viene generato un elenco di backlink tossici e innaturali. L’elenco viene creato sulla base di nicchie irrilevanti, posizione, autorità del dominio, tipo di pagina linkante e molti altri fattori.

In questa fase si valuta la rimozione effettiva del backlink qualora possibile. Pertanto, raccogliamo le informazioni di contatto dei siti da cui vogliamo rimuovere il backlink e li contattiamo tramite il modulo di contatto, indirizzo e-mail o qualsiasi altro approccio possibile in modo da proseguire ulteriormente con il processo di rimozione dei link.

Dal punto di vista operativo, le informazioni di contatto del proprietario del sito o del webmaster potrebbero essere disponibili sul sito. In altri casi è possibile utilizzare una directory whois per cercare informazioni sul proprietario del sito. Includo le seguenti informazioni su un foglio di calcolo:

  • Data del contatto iniziale;
  • Data di ricezione della risposta;
  • Verifica rimozione: se la risposta ricevuta dopo il contatto sostiene che il backlink è stato rimosso, dovremo verificare e confermare che sia stato effettivamente rimosso. Possiamo quindi inserire la data di rimozione in questa colonna;
  • Altre tipologie di risposte: è possibile ricevere risposte poco conformi rispetto alla richiesta. Registro quindi qualsiasi risposta ricevuta, comprese le richieste di pagamento per rimuovere il backlink;
  • Date dei contatti successivi.

Disavow File e Disavow Tool

Dopo aver eseguito il processo di rimozione manuale dei backlink, dobbiamo lavorare su quelli che non sono stati ancora rimossi per le più svariate ragioni (ad esempio poiché molte volte i proprietari dei siti richiedono un pagamento per rimuovere il link, oppure semplicemente non abbiamo avuto risposta).

In questo caso, bisogna rifiutare i backlink tramite il Disavow Tool di Google. A tal fine bisogna compilare il disavow file con tutti i domini o le URL dei backlink che vogliamo siano rimossi.

Un disavow file consente al proprietario di un sito di comunicare a Google quali backlink non desidera siano conteggiati nel calcolo del PageRank. In realtà è un messaggio a Google per dire “per favore ignora questi backlink”.

Prima di iniziare a creare il disavow file, in merito a ciascun backlink dovremo prendere una decisione se vogliamo rifiutare a livello di singola URL o a livello di intero dominio:

Rifiuta URL: significa che Google ignorerà qualsiasi backlink proveniente da un URL specifico, come ad esempio Sito.com/pagina-col-backlink.

Rifiuta Dominio: significa che Google ignorerà tutti i backlink provenienti da qualsiasi URL di quel dominio, come ad esempio Sito.com.

Nella mia esperienza personale, non ho mai sentito la necessità di rifiutare a livello di URL. La ragione di questa scelta è che i siti che hanno pubblicato un backlink innaturale è improbabile che provengano da un dominio da cui si potrebbe desiderare un link in futuro.

Richiesta di riconsiderazione Google

Nel caso di penalizzazioni manuali, dopo aver tentato di rimuovere tutti i backlink ritenuti dannosi e caricato il disavow file, viene inviata una richiesta di riconsiderazione a Google in modo che possa riesaminare il tuo sito e rimuovere la penalizzazione. Potrebbero essere necessari alcuni giorni prima che la richiesta venga elaborata dal team di Google.

Perché richiedere il servizio di analisi backlink

Ora che conosci il mio metodo di analisi backlink, se il tuo sito ha perso di colpo molto traffico organico, probabilmente questa verifica può risolvere il tuo problema.

Se svolgi regolarmente campagne di Link Building, il monitoraggio del profilo di link del tuo sito è una strategia SEO prudente e difensiva. Ti consente evitare o comunque ridurre al minimo il rischio di penalizzazioni algoritmiche e manuali.