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Capire se un SEO è bravo

Come si fa a capire se un SEO è bravo o meno?

Questo articolo nasce per sintetizzare e fare chiarezza sul dibattito nato sul gruppo “Comunità Google del Forum Webmaster Italiano” dell’ormai defunto Google plus, provocato da una mia domanda da cui l’articolo prende il titolo.

Quindi come verificare se un consulente SEO è bravo?

Partiamo dagli elementi da valutare per individuare i SEO Specialist meno bravi.

Sintetizzando le risposte, i partecipanti del gruppo hanno individuato principalmente 3 tipologie di consulenti e agenzie SEO da cui diffidare:

  1. Coloro che percepiscono compensi bassi per i loro servizi, svendendo così la professione;
  2. Coloro che garantiscono risultati di posizionamento;
  3. Coloro che utilizzano tecniche Black Hat come la compravendita di link;

Questi sono i consigli del gruppo per valutare se un consulente SEO è bravo:

  1. Case History;
  2. Chiedere informazione ai suoi clienti, per evitare brutti scherzi;
  3. Farsi illustrare i criteri che utilizza per la SEO Audit e per lo studio della concorrenza online;
  4. Comprendere le sue capacità di reportistica (non si deve limitare al semplice controllo del ranking) chiedendogli esempi di report effettuati per altri clienti;
  5. Assicurarsi che adoperi solo tecniche White Hat.

Leggendo questi punti è ovvio che la valutazione sulla bravura di un consulente SEO debba necessariamente essere fatta da un altro esperto, preferibilmente più preparato.

Quello che può fare un “non addetto ai lavori” (il cliente) è dunque evitare un SEO poco bravo.

Per non fare la fine degli ospiti di Marzullo, della serie: “si faccia una domanda e si dia una risposta”, volutamente non ho espresso il mio punto di vista nel gruppo di Google Plus.

Il mio punto di vista lo esprimo adesso sul mio blog punto per punto partendo dai negativi.

Il mio punto di vista

1) Coloro che percepiscono compensi bassi per i loro servizi, svendendo così la professione;

Ritengo che sia una constatazione piuttosto scontata, un po’ come scoprire l’America per la seconda volta. In tutti i settori quelli bravi guadagnano tanto e quelli scarsi poco, i mediocri né poco né tanto.

C’è anche da dire che, in Italia, siamo in pochissimi a vivere esclusivamente solo di consulenza SEO, quindi sono ancora in pochi a guadagnare tanto.

2) Coloro che garantiscono risultati di posizionamento;

Concordo pienamente, nessuno può garantire il posizionamento su Google.

Del resto ritengo che ormai siano pochi i clienti interessati a questo tipo di risultati. Sono più interessati a risultati come traffico, lead e vendite.

3) Coloro che utilizzano tecniche Black Hat come la compravendita di link;

In generale concordo pienamente sulle tecniche Black Hat, però in merito alle campagne di link building sono completamente in disaccordo in quanto possono comportare risultati importanti e determinanti in una campagna SEO.

Veniamo ora ai criteri per la valutazione positiva:

1) Case History;

Concordo pienamente. Un uomo è la sua storia, così come la storia di un esperto SEO sono i suoi case history.

2) Chiedere informazione ai suoi clienti, per evitare brutti scherzi;

L’idea di fondo non è sbagliata, ma la ritengo di attuazione utopica. Ogni cliente dovrebbe trasformarsi nell’ispettore Colombo e inoltre non mi sembra molto corretto nei confronti del professionista.

3) Farsi illustrare i criteri che utilizza per la SEO Audit e per lo studio della concorrenza;

Mi sembra una richiesta molto intelligente. Il problema è che una valutazione del genere la può effettuare solo un altro consulente SEO magari più esperto di quello analizzato.

4) Comprendere le sue capacità di reportistica (non si deve limitare al semplice controllo del ranking) chiedendogli esempi di report effettuati per altri clienti;

Anche questa una richiesta che non fa una piega e un ottimo metro di valutazione. Necessita sempre di un altro SEO come per il punto precedente.

5) Assicurarsi che adoperi solo tecniche White Hat.

In realtà bisognerebbe marcare nettamente la linea di confine tra White Hat e Black Hat.

Per il resto, mi sembra una richiesta piuttosto ingenua da non addetto ai lavori, in quanto vi sono nicchie competitive in cui necessariamente bisogna adeguarsi alla concorrenza per poter competere.

Conclusione

Premettendo che concordo con quasi tutti i consigli del gruppo sia per la valutazione positiva che negativa del professionista, ritengo che vi siano anche altri aspetti da considerare tra cui:

1) Le capacità tecniche.

Con questo non voglio dire che il SEO debba essere necessariamente un programmatore esperto o conoscere perfettamente tutti i linguaggi di programmazione (del resto sarebbe impossibile), ma che sappia mettere le mani in tutti le tipologie di siti o sia comunque in grado di far capire a chi effettuerà le modifiche, ciò che va fatto e magari consigliargli il come.

2) Capacità di adattarsi.

Un SEO Specialist deve essere in grado di adattarsi alle esigenze di produzione.

Mi spiego meglio: se in una web agency gli sviluppatori utilizzano solo il CMS proprietario non gli si può imporre di passare ad un open source da un giorno all’altro, in quanto ciò potrebbe creare dei forti rallentamenti alla produzione e dei danni economici alla web agency.

In quel caso il consulente deve essere in grado di trarre il meglio dal know-how del suo team.

3) Frequenza e fonti di aggiornamento.

Questo è un settore in cui l’aggiornamento è tutto, ma anche il modo in cui ci si aggiorna è importante (sul web girano un botto di caz…te).

Capire se si ha a che fare con un professionista che si aggiorna è necessario.

Proprio sullo stesso forum, tempo fa, un utente si vantava di saper fare la compressione Gzip: sinceramente provai compassione per lui.

Voi che ne pensate? Come si fa a capire se un SEO è bravo o meno?

Commenti (2)

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    I punti elencati e spiegati sono sicuramente condivisibili. Sorge però una questione: può essere bravo un SEO senza una grande case history? Come nel caso di un “novellino”? Non ci giriamo intorno: mi sto riferendo alla mia situazione, io studio e ho studiato tanto, mi aggiorno e mi applico ma vista la mia età non ho chissà quanti siti posizionati da mostrare. Devo dire che però che in quelli in cui ho “messo le mani” nessuno si è potuto lamentare finora (tocco ferro)….Che ne pensi “mentore”?

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      Ciao Matteo,
      non mi preoccuperei fossi in te, vista la tua età. I case history te li fai col tempo, lavorando sodo e aggiornandoti sempre. Proprio come fai tu. Per questo ti ho girato un potenziale cliente, proprio perché conosco l’impegno che ci stai mettendo e ho fiducia in te. Continua così e non ti preoccupare, cerca solo di trovare la giusta misura tra aggiornamento/studio e lavoro. A presto.

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