Come Monitorare gli Eventi su Google Analytics 4

Hai mai provato quella frustrazione di dover modificare manualmente decine di link HTML per tracciare eventi come i download di PDF?
Se hai lavorato con Google Universal Analytics, sai bene di cosa parlo: ogni singolo link richiedeva un attributo onclick con la sintassi ga(‘send’, ‘event’…), e se dimenticavi un parametro, addio dati.
“Google Analytics 4 ha rivoluzionato completamente questo approccio”.
Questa guida ti accompagnerà attraverso un vero cambio di paradigma: la piattaforma traccia automaticamente le interazioni essenziali, liberandoti dalla necessità di configurare tutto manualmente. Potrai partire dall’analisi dei dati già raccolti, senza dover costruire tutto da zero.
Indice della Guida
- Cosa sono gli eventi in Google Analytics 4
- Differenze tra Universal Analytics e Google Analytics 4 nella gestione degli eventi
- I quattro tipi di evento in Google Analytics 4
- Come configurare gli eventi in Google Analytics 4
- Parametri degli eventi in Google Analytics 4: la nuova flessibilità
- Tracciare eventi chiave per la conversione
- Come visualizzare gli eventi di Google Analytics 4 e analizzare i dati
- Esempio sul monitoraggio degli eventi: utilizzarli per obiettivi di business
- FAQ: Domande frequenti sugli eventi su Google Analytics 4
- Sei pronto per sfruttare gli eventi in GA4 per la tua strategia?
Cosa sono gli eventi in Google Analytics 4

Come sappiamo, è impossibile installare il codice di monitoraggio di Google Analytics su file PDF, Excel, Word, etc.
Questo, però, non significa che non sia possibile monitorare quando un utente scarica questa tipologia di file.
È possibile farlo attraverso il monitoraggio degli eventi, che ci permette di ottenere statistiche in tal senso.
In questo articolo il mio obiettivo è quello di rispondere alle seguenti domande:
- Come monitorare i download con Google Analytics?
- Come monitorare i clic su link specifici?
- Come tracciare lo scaricamento di pdf?
In Google Analytics 4 esistono diversi modi per farlo, molto più semplici rispetto a Universal Analytics. Vediamo insieme le differenze nella seguente sezione.
Differenze tra Universal Analytics e Google Analytics 4 nella gestione degli eventi

Non si tratta solo di un aggiornamento estetico dell’interfaccia: la logica stessa con cui vengono raccolti e organizzati i dati è stata completamente ripensata.
La differenza più evidente? In UA gli eventi erano “uno tra i tanti” tipi di hit disponibili (insieme a pageview, transaction, social, timing).
In GA4, tutto è un evento. Questa scelta apparentemente semplice nasconde una flessibilità straordinaria che, una volta compresa, ti farà chiedere come hai fatto a lavorare con il vecchio sistema così a lungo.
Vediamo nel dettaglio come è cambiato l’approccio.
Come funzionavano gli eventi in Universal Analytics
Se hai utilizzato Universal Analytics in passato, probabilmente ricordi questo metodo:
Per monitorare gli eventi su Google Analytics è necessario inserire un attributo nella sintassi del link come da esempio:
link non monitorato:
<a href="/file.pdf">Nome File PDF</a>
link monitorato:
<a onclick="ga('send', 'event', 'pdf', 'click', 'Nome File PDF', 1);" href="/file.pdf">Nome File PDF</a>Ecco esplicata la sintassi:
- i parametri ‘send’ e ‘event’ sono obbligatori e vanno scritti così
- è obbligatorio dare un nome alla categoria nel nostro caso: “pdf”
- è obbligatorio dare un nome all’action nel nostro caso “click”
- inserire la label per categorizzare ulteriormente l’evento, nel nostro caso “Nome File PDF”
- facoltativamente si può attribuire anche un valore numerico, in questo caso “1”.
In Universal Analytics potevamo attribuire il nome della categoria, dell’azione, dell’etichetta e del valore che ci era più comodo per ordinare in un secondo momento i rapporti.
Su questi quattro parametri c’era massima libertà, ma eravamo limitati solo a questi 4 parametri fissi.
Google Analytics 4 ribalta le carte in tavola, ridefinendo le regole del gioco. Entriamo nel dettaglio.
Il nuovo modello di eventi in GA4: tutto è un evento
Immagina di costruire una casa dove ogni stanza, ogni porta, ogni finestra segue lo stesso schema costruttivo.
Questo è esattamente ciò che Google ha fatto con GA4: ha unificato tutto sotto il concetto di “evento”. Caricamento pagina? Evento page_view. Acquisto? Evento purchase. Scroll? Evento scroll.
Perché questo cambiamento è così potente?
- Coerenza nei report: tutto concentrato in un’unica sezione, più facile analizzare il comportamento degli utenti
- Flessibilità totale: ogni evento può avere fino a 25 parametri personalizzati, non più solo 4 fissi
- Automazione intelligente: GA4 raccoglie automaticamente decine di eventi (download, scroll, clic esterni, video) senza codice.
Questo approccio “event-centric” riflette come le persone interagiscono davvero con siti web e app moderne, dove il confine tra “pagina” e “azione” è sempre più sfumato.
I quattro tipi di evento in Google Analytics 4

GA4 organizza gli eventi sul tuo sito in quattro categorie distinte, ognuna con uno scopo preciso. Comprendere questa struttura ti permette di scegliere il metodo giusto senza sprecare tempo in configurazioni inutili.
1. Eventi raccolti automaticamente: first_visit, session_start, user_engagement
Questi sono i principali eventi che si attivano dal primo secondo, senza alcuna configurazione da parte tua. Non puoi disattivarli (e non dovresti volerlo: sono fondamentali per qualsiasi analisi).
I tre eventi automatici essenziali:
| Evento | Quando si attiva | Perché è importante |
|---|---|---|
| first_visit | Prima volta che un utente visita il sito | Identifica nuovi utenti per analisi di acquisizione |
| session_start | Inizio di ogni nuova sessione | Conta le sessioni totali e genera l’ID sessione |
| user_engagement | Sessione > 10 secondi O 2+ pageview O conversione | Distingue sessioni “vere” da rimbalzi accidentali |
Cosa devi fare? Nulla. Il sistema li raccoglie automaticamente appena installi il tag. Questi eventi formano la base di tutti i report su utenti e sessioni.
2. Eventi di misurazione avanzata (Enhanced Measurement)
Qui inizia la magia: con un semplice interruttore nella proprietà di Google Analytics, attivi il tracciamento automatico di 7 interazioni degli utenti che prima richiedevano codice personalizzato.
Eventi Enhanced Measurement disponibili:
- page_view – Ogni caricamento pagina (SPA-friendly)
- scroll – Quando l’utente scorre il 90% della pagina
- click – Clic su link che puntano fuori dal tuo dominio
- file_download – Download di PDF, Excel, Word, ZIP, ecc.
- video_start, video_progress, video_complete – Interazioni con video YouTube embedded
- view_search_results – Ricerche interne al sito (se usi parametri URL standard)
- form_start, form_submit – Interazioni con form HTML.
3. Eventi consigliati (Recommended Events)
Google ha predefinito oltre 30 eventi per casi d’uso comuni (e-commerce, lead generation, gaming), completi di nomi e relativi parametri standardizzati.
Usarli significa sbloccare report automatici e funzionalità future senza lavoro extra.
Categorie di eventi consigliati:
- E-commerce: add_to_cart, begin_checkout, purchase, view_item, add_payment_info
- Lead Generation: generate_lead, sign_up, login
- Gaming: level_start, level_up, post_score, unlock_achievement
- Generici: search, share, select_content.
Perché usarli invece di inventare nomi tuoi?
- Report pre-configurati: Gli eventi consigliati popolano automaticamente sezioni come “Acquisti e-commerce”
- Integrazioni automatiche: Google Ads e altre piattaforme riconoscono questi eventi standard
- Future-proof: Nuove funzionalità GA4 funzioneranno subito con eventi consigliati.
Richiedono implementazione manuale (con gtag.js, GTM o SDK mobile) ma seguendo la documentazione ufficiale il setup è veloce.
4. Evento personalizzato: quando e come crearlo
Creare un nuovo evento personalizzato è l’ultima opzione, non la prima. Usala solo quando nessun evento automatico, Enhanced o consigliato copre il tuo caso d’uso specifico.
Quando serve davvero un evento personalizzato:
- NON serve per tracciare download PDF: usa file_download (Enhanced Measurement)
- NON serve per tracciare acquisti: usa purchase (evento consigliato)
- SERVE per tracciare azioni business-specific: “richiesta_preventivo”, “configuratore_completato”, “assistenza_virtuale_aperta”.
Come configurare gli eventi in Google Analytics 4

Passiamo dalla teoria alla pratica. Configurare eventi tramite Google Analytics 4 richiede 3 elementi base:
- un account attivo
- il codice giusto nel posto giusto
- e la scelta tra implementazione diretta o tramite Google Tag Manager.
Prerequisiti: account, proprietà e stream di dati
Prima di tracciare qualsiasi evento, assicurati di avere la struttura base configurata correttamente. Se non lo hai ancora installato, inizia da qui: Come aggiungere un sito a Google Analytics.
Senza questi tre elementi, nessun dato degli eventi raggiungerà i tuoi report.
Checklist obbligatoria:
1. Account Google Analytics 4 attivo:
- Accedi con il tuo account Google su analytics.google.com.
2. Proprietà GA4 creata:
- La proprietà contiene tutte le impostazioni e i dati del tuo progetto
- Identifica il tuo ID Misurazione (formato: G-XXXXXXXXXX).
3. Stream di dati configurato:
- Vai su Amministrazione > Flussi di dati > Aggiungi stream
- Scegli “Web” per siti, “iOS” o “Android” per app
- Inserisci URL del sito e nome stream
- Copia il Measurement ID (lo userai nel codice).
Infine dopo aver aggiunto il tag al sito, vai su Report > In tempo reale. Se vedi attività, sei pronto per configurare eventi personalizzati.
Implementazione con gtag.js: sintassi e struttura codice
Il metodo più diretto per inviare dati sugli eventi è usare la funzione gtag() direttamente nel codice JavaScript del tuo sito. Ideale per sviluppatori o siti custom.
Sintassi base:
gtag('event', 'nome_evento', {
parametro1: 'valore1',
parametro2: 'valore2'
});Esempio concreto – Tracciare richiesta preventivo:
// Quando l'utente clicca sul bottone preventivo
document.getElementById('btn-preventivo').addEventListener('click', function() {
gtag('event', 'richiesta_preventivo', {
categoria_servizio: 'web_design',
valore_stimato: 3000,
provenienza: 'homepage'
});
});Dove inserire il codice:
- Dopo lo snippet del tag Google (mai prima, altrimenti gtag() non è definito)
- All’interno di tag <script> nel tuo HTML
- In file JavaScript esterni importati nella pagina.
Pro: Controllo totale, nessun tool esterno. Contro: Ogni modifica richiede editing del codice sorgente.
Creare eventi utilizzando Google Tag Manager per GA4
Google Tag Manager trasforma la configurazione eventi in un’interfaccia visuale: niente codice da modificare, tutto gestibile dal browser. Metodo ideale per chi gestisce molti eventi o non ha accesso diretto al codice del sito.
Come funziona:
- Installi GTM sul sito una sola volta (sostituisce lo snippet gtag.js)
- Crei “Trigger” (quando attivare l’evento, es. clic su bottone X)
- Crei “Tag GA4 Event” (nome evento + parametri)
- Pubblichi e l’evento parte automaticamente.
Vantaggi chiave:
- Modifiche immediate senza toccare il codice del sito
- Test in anteprima prima di pubblicare
- Gestione centralizzata di tutti i tag marketing
- Cronologia completa delle modifiche.
Vuoi padroneggiare Google Tag Manager per configurare eventi avanzati senza dipendere da sviluppatori?
Ho creato la guida completa https://www.valentinomea.it/google-tag-manager/ che ti accompagna passo passo nella configurazione, dall’installazione iniziale fino al tracciamento.
Parametri degli eventi in Google Analytics 4: la nuova flessibilità

I parametri sono le informazioni aggiuntive che arricchiscono ogni evento. In Universal Analytics eri limitato a 4 campi fissi. In GA4 puoi aggiungere fino a 25 parametri personalizzati per descrivere le azioni degli utenti con precisione chirurgica.
Questa flessibilità trasforma dati generici in insight azionabili.
Parametri comuni a tutti gli eventi
Per ogni evento che viene inviato a Google Analytics, il sistema raccoglie automaticamente un set di parametri standard, senza richiedere configurazione.
Questi parametri contestualizzano sempre l’evento, indipendentemente dal tipo.
I 5 parametri automatici principali:
- language – Lingua del browser dell’utente
- page_location – URL completo della pagina dove è avvenuto l’evento
- page_referrer – Pagina di provenienza dell’utente
- page_title – Titolo della pagina
- screen_resolution – Risoluzione dello schermo.
Perché sono preziosi:
- Contestualizzano ogni azione: sapere che un utente ha scaricato un PDF è utile; sapere che l’ha fatto dalla pagina prodotti in italiano da mobile è insight azionabile.
- Segmentazione automatica: puoi analizzare eventi per lingua, provenienza, tipo di device senza configurare nulla.
- Li ricevi gratis con ogni evento, automaticamente.
Parametri specifici per eventi e-commerce
Gli eventi e-commerce hanno parametri standardizzati che sbloccano report avanzati e integrazioni con il nuovo Google Analytics e piattaforme pubblicitarie. Usare la nomenclatura corretta è fondamentale.
I 3 parametri obbligatori:
- “currency” – Codice valuta ISO (EUR, USD, GBP)
- “value” – Valore monetario totale della transazione
- “items” – Array con i dettagli dei prodotti (ID, nome, prezzo, quantità).
Perché usare i nomi standard:
- Report “Acquisti e-commerce” si popola automaticamente
- Google Ads importa le conversioni correttamente
- Puoi analizzare performance per prodotto, brand, categoria.
Tracciare eventi chiave per la conversione
Non tutti gli eventi tracciati hanno lo stesso valore per il tuo business online. Un clic su un link esterno non vale quanto una richiesta di preventivo. La piattaforma introduce gli “eventi chiave” per distinguere azioni cruciali da semplici interazioni.
Cosa sono:
Gli eventi chiave sono l’evoluzione degli “Obiettivi” di UA. Contrassegni un evento come “chiave” quando rappresenta un’azione importante per i tuoi obiettivi aziendali: acquisto, lead, registrazione, download strategico.
Come contrassegnare un evento:
- Vai su Amministrazione > Eventi
- Trova l’evento nella lista (deve già raccogliere dati)
- Attiva l’interruttore “Contrassegna come evento chiave”
- L’evento apparirà nella sezione “Conversioni”.

Gli eventi chiave trasformano il tracciamento da “quante azioni” a “quali azioni generano valore”. Questa è la differenza tra Web Analytics descrittiva e strategia data-driven.
Come visualizzare gli eventi di Google Analytics 4 e analizzare i dati
Dopo aver configurato gli eventi, è fondamentale sapere dove trovarli per analizzarli. La piattaforma offre quattro strumenti principali per monitorare gli utenti sul tuo sito web e le loro interazioni
Report In Tempo Reale: monitorare eventi degli ultimi 30 minuti
Il report più rapido per verificare se gli eventi stanno funzionando.
Vai su Report > In tempo reale.

Cosa vedi:
- Scheda “Conteggio eventi per nome evento” – lista di tutti gli eventi attivi negli ultimi 30 minuti con il numero per ciascuno
- Clic su un evento – mostra i parametri inviati e da quali pagine provengono.
Quando usarlo:
- Verificare subito dopo l’implementazione se l’evento viene registrato
- Testare modifiche prima di pubblicarle definitivamente
- Monitorare eventi durante campagne live o webinar.
Report Coinvolgimento > Eventi: analisi generale
Il report principale per analizzare la performance degli eventi nel tempo.
Vai su Report > Coinvolgimento > Eventi.

Cosa vedi:
- Grafico andamento eventi nel periodo selezionato
- Tabella con tutti gli eventi: conteggio totale, utenti unici, entrate per evento
- Clic su un evento specifico per vedere parametri e dimensioni correlate.
Quando usarlo:
- Analisi periodiche su performance eventi
- Confronto tra diversi eventi
- Identificare eventi più/meno utilizzati.
DebugView e Esplorazioni: strumenti per utenti avanzati
Questi due strumenti sono destinati a utenti esperti e sviluppatori:
- DebugView per verificare tecnicamente ogni dettaglio degli eventi durante l’implementazione (https://support.google.com/analytics/answer/7201382)
- Esplorazioni per costruire analisi personalizzate con segmentazioni complesse (https://support.google.com/analytics/answer/7579450).
Esempio sul monitoraggio degli eventi: utilizzarli per obiettivi di business
Tracciare un download non basta: misura il valore economico di ogni azione. Un buono sconto da 20€ diventa dato strategico per calcolare ROI, ottimizzare campagne e capire quali canali generano più conversioni reali.

Tracciamento degli eventi e-commerce: dal carrello all’acquisto
Un esempio pratico, tratto da una mia consulenza di Google Analytics, potrebbe riguardare il monitoraggio dello scaricamento di un buono sconto su di un sito e-commerce, il cui valore è di 20 €. Questo caso è perfetto per capire le differenze tra Universal Analytics e Google Analytics 4.
Prima con GA Universal dovevamo modificare manualmente ogni link aggiungendo l’attributo onclick:
link non monitorato:
<a href="/buono_sconto.pdf" target="_blank">BUONO SCONTO</a>
link monitorato:
<a onclick="ga('send', 'event', 'pdf', 'scarica', 'buono sconto',20);" href="/buono_sconto.pdf" target="_blank">BUONO SCONTO</a>Come potete vedere mi è venuto comodo assegnare come nome categoria “pdf” perché il file è un pdf.

Come azione “scarica” perché deve essere scaricato.

Come etichetta “buono sconto” perché si tratta di un buono sconto.

Infine, come valore “20” perché il buono ha valore di 20 €.
Questo metodo funzionava prima, ma richiedeva modifiche manuali su ogni singolo link e non era scalabile.
In GA4 invece hai tre opzioni, dal più semplice al più personalizzabile:
METODO 1: Tracciamento automatico con Enhanced Measurement
Se hai attivato la Misurazione Avanzata in GA4 (attiva per impostazione predefinita), i download PDF vengono tracciati automaticamente senza codice:
<!-- Non serve più onclick! --> <a href="/buono_sconto.pdf" target="_blank">BUONO SCONTO</a>
Event name: file_download
Parametri automatici:
- file_name: buono_sconto.pdf
- file_extension: pdf
- link_url: URL completo del file
- page_location: pagina da cui è stato scaricato.
Limite: Non traccia il valore economico del buono (20€).
METODO 2: Evento personalizzato con gtag.js (per tracciare il valore del buono)
Se vuoi tracciare il valore economico del buono sconto, crea un evento personalizzato:
<a href="/buono_sconto.pdf"
onclick="gtag('event', 'coupon_download', {
'file_name': 'buono_sconto.pdf',
'coupon_value': 20,
'currency': 'EUR',
'coupon_name': 'buono_sconto_estate_2024'
});"
target="_blank">BUONO SCONTO</a>Vantaggi rispetto a UA:
- Parametri illimitati (non solo 4 fissi)
- Nomi personalizzabili (non più category/action/label)
- Dati più ricchi (currency, coupon_name, ecc.).
METODO 3: Con Google Tag Manager (CONSIGLIATO per siti con molti download)
Se hai decine di buoni sconto, usa Google Tag Manager per evitare modifiche al codice HTML:
1. Crea un Trigger in GTM:
- Tipo: “Click – Tutti gli elementi”
- Condizione: Click URL contiene “.pdf” E Click URL contiene “buono_sconto”.
2. Crea un Tag GA4 Event:
Event name: coupon_download
- Parametri:
- file_name: {{Click URL}}
- coupon_value: 20
- currency: EUR
3. Nessuna modifica al codice HTML – il link rimane pulito:
<a href="/buono_sconto.pdf" target="_blank">BUONO SCONTO</a>
Monitorando gli eventi in questo modo, al termine della campagna potrò dire al mio cliente precisamente:
- Quanti buoni sono stati scaricati (metrica: conteggio evento file_download o coupon_download)
- Valore totale dei buoni distribuiti (se usi Metodo 2 o 3: somma parametro coupon_value)
- Da quali pagine sono stati scaricati (dimensione: page_location)
- Quali utenti li hanno scaricati (segmentazione utenti in GA4)
- Tasso di conversione buono: acquisto (se crei un evento chiave e lo colleghi a purchase)
- ROI della campagna (confrontando valore buoni vs valore acquisti generati).
FAQ: Domande frequenti sugli eventi su Google Analytics 4

In questa sezione trovi indicazioni rapide e utili per prendere decisioni più sicure, migliorare l’uso degli strumenti e ottenere informazioni davvero affidabili, senza perdere tempo in interpretazioni complesse.
Posso importare gli Obiettivi di Universal come eventi chiave in GA4?
No, l’importazione automatica non esiste. Devi ricreare manualmente ogni obiettivo come evento in GA4, contrassegnandolo poi come chiave dalla sezione Amministrazione > Eventi.
Ci sono ulteriori strumenti per testare nuovi eventi con Google Analytics 4?
Sì: GA Event Builder per simulazioni offline, Chrome DevTools per ispezionare payload reali, e DebugView integrato per monitorare eventi nel tuo web o nella tua app in tempo reale.
Quali sono gli errori comuni da evitare nell’implementazione?
Per ottenere dati affidabili e prendere decisioni davvero basate sui numeri, è fondamentale evitare alcune pratiche che possono compromettere seriamente la qualità del tracciamento.
Di seguito trovi gli errori più comuni da evitare assolutamente:
- Usare nomi parametri personalizzati invece di quelli standard
- Non testare prima di pubblicare
- Troppi eventi contrassegnati come chiave
- Parametri e-commerce mancanti (currency, value).
Come faccio a scegliere eventi strategici per il comportamento utenti?
Se vuoi scegliere strategicamente, concentrati sulle azioni che impattano direttamente fatturato o lead: acquisti, richieste contatto e registrazioni. Ricorda: “deve generare valore misurabile”.
Quanto tempo ci vuole per vedere gli eventi tracciati nei report?
Appaiono nel report In Tempo Reale immediatamente. Per i report standard (Coinvolgimento > Eventi) servono 24-48 ore per l’elaborazione completa dei dati raccolti.
Cosa succede agli eventi inviati quando l’utente è offline?
Vengono memorizzati localmente sul dispositivo e inviati automaticamente quando la connessione si ripristina. Vengono ignorati se superano i 2 giorni di calendario dalla loro attivazione.
Sei pronto per sfruttare gli eventi in GA4 per la tua strategia?

Capire davvero il comportamento degli utenti significa andare oltre la semplice raccolta dei dati e trasformarli in scelte strategiche.
Quando gli eventi sono configurati e interpretati correttamente, diventano una leva concreta per aumentare performance, conversioni e crescita del business.
Per ottenere questo livello di controllo e consapevolezza, è fondamentale conoscere a fondo gli strumenti giusti.
Vuoi diventare anche tu un esperto? Scopri il Corso Google Analytics Avanzato.
Hai dubbi su come migrare i tuoi eventi in GA4? Lascia un commento qui sotto o contattaci per una consulenza personalizzata!
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Valentino Mea
- Imprenditore ed esperto di Search Marketing dal 2009, General Manager di Millionaire Consulting FZCO.
- Ha gestito migliaia di progetti SEO e Google Ads per aziende nazionali e internazionali, aiutandole a costruire business online sostenibili e redditizi.
- Intervistato da RAI 3 nel Gennaio 2025 come voce autorevole del settore. Guarda l’intervista.
- Autore di diversi libri best seller, tra cui “SEO per E-commerce PRO”, “Google Analytics Now” e “SEO per AI”, per posizionarsi su Google e trasformare gli utenti in clienti. Trovali su Amazon.
- Ha formato 932 tra consulenti SEO e Google Ads, freelance e dipendenti.
- Ha creato diversi corsi su SEO, Google Ads e Imprenditoria Digitale, tra cui “Diventare SEO”, il 1° in Italia a insegnare la SEO in modo pratico e a monetizzarla.
- Fondatore della SEO Membership®, l’unica community privata dove ogni settimana imprenditori, colleghi e aspiranti si confrontano su SEO e business online.
- Dal Novembre 2013 condivide su questo blog tutorial pratici e la sua esperienza sul campo.
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Ciao Valentino,
grazie per la guida, utile a chiarire le idee.
Ho settato correttamente gli eventi e gli obiettivi ma ho notato che questi influiscono sul bounce rate.
Hai idea di come potrei risolvere?
Grazie,
Roberto
Buongiorno Roberto,
dovrei capire prima perché non vuoi che gli eventi o il completamento di un’obiettivo influiscano sulla frequenza di rimbalzo. In ogni caso, in merito agli eventi, puoi utilizzare i cosiddetti “Eventi di non interazione” per evitare che la loro attivazione influisca sulla frequenza di rimbalzo. Per farlo è sufficiente inserire nella sintassi dell’evento il parametro: “nonInteraction: true”. Spero di esserti stato d’aiuto. Buon lavoro!
Ciao Valentino, l’articolo ho visto che non è recente ma sto cercando un po’ in giro e non trovo niente: ho un pdf non collegato al sito con nessun link, però vorrei monitorarne l’apertura. Al pdf ci arrivo da Facebook ma vorrei avere delle statistiche alternative a quelle di FB. quindi avevo pensato ad analytics dato che ce l’ho sul sito dove metto il pdf. Come posso fare? Grazie.
Ciao Iuri,
non c’è stato bisogno di aggiornare l’articolo in quanto il monitoraggio degli eventi su Universal Analytics non è stato modificato. Ritengo che utilizzando la sintassi proposta dovresti riuscire ad ottenere tranquillamente il risultato che desideri. A presto e buon lavoro!
Ciao Valentino,
se dovessi inserire il tag in un link con immagine/bottone e non con semplice anchor text, come cambierebbe la sintassi?
Dovrei semplicemente sostituire img ser=” a href=?
ciao e grazie dell’utile post.
Ciao Andrea,
se si tratta di un’immagine/banner la sintassi è praticamente la stessa.
Riprendendo l’esempio citato in questo articolo la sintassi risulta identica e cambia solo nel fatto che invece dell’anchor text vi sarà il tag img con il percorso dell’immagine.
Anche se intendi monitorare i clic su un preciso pulsante la sintassi è la medesima cambia solo il tag contenitore che potrebbe essere ad esempio il tag button.