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Google PageRank

PageRank di Google: cos’è, come funziona e come aumentarlo

Hai sentito parlare del PageRank di Google, ma non hai ben compreso di cosa si tratta? Oggi provo a fare chiarezza su un argomento tanto storico quanto attuale della SEO, facendo riferimento alle fonti ufficiali e alla mia esperienza personale.

Che cos’è il PageRank di Google?

Il PageRank (PR) è un algoritmo utilizzato da Google per attribuire un punteggio alle pagine web (e non ai siti web), basandosi sulla quantità e sulla qualità dei link in ingresso.

Il suo scopo è determinare l’importanza relativa di una determinata pagina web in una rete (ad esempio, il World Wide Web) e comprendere la sua rilevanza rispetto ad una query.

Inventato dai fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, da cui prende anche il nome, si misura su una scala logaritmica di valori che va da 0 a 10.

E’ uno dei tanti fattori considerati dal motore di ricerca per determinare l’autorevolezza e il posizionamento di una pagina.

La Formula: come calcolare il PageRank?

Segue la formula per il calcolo del PageRank inizialmente sviluppata dai fondatori di Google, il cui punteggio è su base logaritmica:

Formula PageRank di Google

  • PR[A]: valore del PageRank di una pagina A;
  • n: numero di pagine che contengono almeno un link alla pagina A;
  • Pk: la kappesima pagina avente almeno un link verso la pagina A;
  • PR[Pk]: valore di PageRank della kappesima pagina Pk;
  • C[Pk]: il numero complessivo di link presenti nella kappesima pagina Pk;
  • d (damping factor): è una costante decisa da Google e che dovrebbe essere pari a 0,85, ma che Google può variare.

Praticamente Google prende in considerazione tre fattori durante il calcolo del PageRank di una pagina, che sono:

  • La quantità e la qualità dei link in entrata;
  • Il numero di link in uscita su ciascuna pagina che linka;
  • Il PageRank di ciascuna pagina che linka.

Quindi il PageRank di una pagina “A” aumenta in base al numero di pagine che contengono link verso tale pagina, ossia il fattore “n” sopra la sommatoria (da K=1 a n), e al damping factor che definisce la quantità di PageRank trasferito da una pagina all’altra.

Le origini: Hyperlink induced Topic Search

Precursore del PageRank, l’HITS (Hyperlink induced Topic Search) algoritmo in uso sino al 2004, valutava una pagina secondo due principi distinti:

  1. come hub, quindi come una pagina catalogo di directory, che rimanda a pagine con contenuti più o meno autorevoli;
  2. oppure secondo l’autorità dei contenuti, quindi secondo la qualità e la ricchezza delle informazioni fornite all’utente.

Nel 2004, Krishna Bharat e Monika Henzinger, raffinarono HITS con un nuovo algoritmo che mirava al posizionamento delle pagine aventi documenti con contenuto simile.

Secondo il nuovo brevetto, ad aver la meglio tra pagine a contenuto simile, sarà quel sito che propone contenuti esaustivi, completi e chiarificatori per il lettore.

Quindi non vi è più nessuna distinzione valutativa fra hub ed authority, quindi ogni directory è valutata per somiglianza di temi trattati e fra tutte vince la qualità, l’unica ritenuta degna di autorevolezza.

In che modo Google determina il PageRank oggi?

Il PageRank, secondo l’ultimo brevetto pubblicato nel 2012, indica la probabilità che un utente casuale possa continuare a navigare in un sito web, o al di fuori di esso, cliccando sui link presenti nelle pagine (Reasonable Surfer Model).

Ogni pagina avrà un suo PageRank, il quale sarà influenzato da una moltitudine di fattori:

  • strutturali e linguistici, interni alla pagina;
  • propri delle pagine in entrata ed in uscita rispetto alla pagina in esame;
  • comportamento degli utenti: interessi, indice di gradimento, numero di volte che i link sono stati cliccati e così via.

Tutti questi dati forniscono quel valore empirico chiamato PageRank, che ha il suo peso nella determinazione del posizionamento di una pagina.

Tra i fattori che determinano l’influenza di un link esterno sul nostro PageRank vi è sicuramente la quantità totale di link presenti nella pagina esterna.

Se la pagina ha un elevato PageRank ma contiene moltissimi link allora il contributo che darà alla nostra pagina sarà minimo.

Il concetto può essere paragonato a quello dei vasi comunicanti: se ad un vaso pieno di liquido ne colleghiamo un altro alla base, l’altezza del liquido sarà maggiore in quest’ultimo rispetto a quella che sarebbe se collegassimo più vasi al primo.

Come funziona il PageRank

Un altro fattore molto importante quando si parla di PageRank, è la pertinenza degli argomenti sulla pagina esterna rispetto a quelli trattati dalla pagina che riceve il link.

Ogni backlink è un voto e quanti più voti arrivano ad una pagina, tanto più tale pagina risulterà importante su quell’argomento.

Però se la pagina da cui parte il link tratta un argomento totalmente diverso rispetto alla pagina linkata, Google valuterà tale link irrilevante.

Diversi esperimenti hanno infatti reso evidente che la pertinenza degli argomenti può valere anche più dell’importanza stessa della pagina esterna che ci linka.

Differenza tra PageRank e Link Popularity

Sia la Link Popularity che il PageRank si basano sulla popolarità di una pagina, ma con una differenza fondamentale.

Nel caso della Link Popularity la popolarità di una pagina su una determinata parola chiave, è semplicemente intesa come la quantità di link ricevuti dall’esterno aventi come anchor text quella stessa parola chiave.

Parlando di PageRank, invece, del link che punta al nostro sito viene considerato anche il PageRank stesso della pagina che lo contiene.

Dunque identifica a tutti gli effetti una sorta di “voto” che Google assegna alle pagine del nostro sito, sulla base dei voti assegnati a siti che contengono un link verso le nostre pagine.

Ricevere un backlink da una pagina con PageRank elevato sarà dunque più vantaggioso che riceverne uno da una pagina con un basso valore.

Mentre la link popularity è dunque un indice che considera la popolarità di una pagina, il PageRank rappresenta un buon mix di popolarità e di autorevolezza di una pagina e può essere considerato una versione evoluta della link popularity.

Google usa ancora il PageRank?

Sì, il PageRank viene ancora utilizzato negli algoritmi di Google insieme ad una serie di altri segnali, come ha confermato un portavoce di Google.

In realtà anche altri motori di ricerca utilizzano tecniche simili per determinare il posizionamento dei risultati.

Del resto i backlink che Google considera punibili sono proprio quelli che mirano a manipolare il PageRank o il posizionamento nei risultati di ricerca, in favore di un determinato sito web (come spiegato nella documentazione ufficiale).

E’ però necessario precisare che dopo l’abuso da parte dei SEO più smaliziati, l’importanza del PageRank è sicuramente diminuita ed è per questo che sul web si trovano numerosi articoli dove si sostiene che non ha più rilevanza.

Il PageRank è ancora importante?

Il PageRank è importante perché è uno dei fattori che Google prende in considerazione in fase di ranking, ossia quando deve stabilire quali risultati mostrare in serp.

Anche se non è più possibile vedere il Visible PageRank e quindi siamo impossibilitati a qualificarlo velocemente, ritengo sia ancora importante provare a calcolarlo proprio perché in pochi si concentrano in tali attività.

Anzi, migliorare il PageRank delle pagine strategiche è sicuramente uno degli obiettivi dei servizi SEO professionali.

Il PageRank è al centro di molte delle migliori pratiche SEO odierne. È il motivo per cui i backlink sono importanti ed è per questo che gli esperti SEO prestano ancora molta attenzione alla linking interna.

In linea generale possiamo dire che un PageRank elevato può aiutare una pagina a salire più in alto nelle posizioni dei risultati proposti da Google.

Però, essendo soltanto uno dei tanti fattori considerati da Google, non è necessariamente vero che un PageRank elevato sia anche sinonimo di buon posizionamento.

La mia opinione è che il PageRank non conta nulla se ci si concentra solo su di esso dimenticando tutti gli altri fattori legati alla SEO.

Se infatti analizziamo una pagina senza considerare tutti i fattori che ne hanno determinato il posizionamento, ma cercando solo di trovare una correlazione con il valore del PageRank, sicuramente le nostre analisi sarebbero completamente inefficaci.

Pensare che soltanto raggiungendo un valore elevato di PageRank si potrà avere un buon posizionamento è un’idea senza dubbio insensata.

Questa precisazione è necessaria, in quanto molti aspiranti SEO e addetti ai lavori tendono ancora a focalizzarsi sui singoli fattori, senza riuscire mai ad avere una visione complessiva di ciò che ha determinato un buon posizionamento su Google.

Come aumentare il PageRank

Aumentare il PageRank è un’attività molto complessa e che riguarda sia fattori on-page che off-page.

Molti neofiti o consulenti SEO poco preparati, tendono ad intervenire solo con attività di Link Building tralasciando i molteplici aspetti che invece incidono su questa formula matematica.

In realtà non si tratta di ottimizzare un sito per il PageRank (questo modo di pensare spesso porta a decisioni sbagliate), il vero compito è assicurarsi di non perdere o sprecare PageRank sul proprio sito.

A titolo esemplificativo gli aspetti da prendere in considerazione durante una sessione di analisi sono:

  • Linking interna delle pagine del nostro sito;
  • Vicinanza delle pagine strategiche all’homepage o ad altre sezioni importanti;
  • Gestione delle pagine orfane;
  • Backlink che puntano a pagine 404 o comunque non più esistenti sul nostro sito;
  • etc.

La realtà è che se vuoi migliorare il tuo PageRank, devi rivolgerti ad un professionista e richiedere una consulenza SEO oppure investire in un corso SEO avanzato.

E’ un’attività complessa anche per un esperto e per tale motivo impossibile per uno stagista o per chi non si occupa di SEO tutti i giorni e da anni.

Se hai dubbi o domande sul PageRank di Google, non esitare ad utilizzare i commenti!

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