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Rimozione contenuti da Google

Togliamo dai risultati di Google i contenuti che stanno danneggiando la tua reputazione online, oppure ti rimborsiamo.

Per professionisti e aziende che hanno risultati di ricerca da rimuovere e non possono attendere.

Il problema non è il contenuto, è dove Google lo mette

Chi cerca il tuo nome su Google si ferma quasi sempre alla prima schermata: il primo risultato raccoglie in media il 27,6% dei clic e solo lo 0,63% degli utenti arriva alla seconda pagina (Backlinko, aggiornamento 2025). Se in quella schermata c’è un articolo diffamatorio, una vecchia notizia o una foto pubblicata senza il tuo consenso, quel contenuto è la tua presentazione. Noi lo togliamo di mezzo.

Un articolo di dieci anni fa può continuare a occupare la prima pagina del tuo nome per anni, perché Google premia le pagine che ricevono link e traffico, non quelle che raccontano la tua situazione di oggi. Il 63% dei consumatori dichiara di perdere fiducia in un’attività dopo aver visto risultati negativi prevalenti su di essa (BrightLocal, Local Consumer Review Survey 2025).

Rimuovere le informazioni sbagliate dalla prima pagina è protezione del fatturato. Il conto lo paghi in silenzio. Il cliente che non richiama. Il recruiter che passa al candidato dopo. La banca che chiede spiegazioni. Nessuno ti dirà mai che ha cercato il tuo nome e ha visto quel link, e questa è la parte peggiore della faccenda.

Posizione 128,5%Posizione 215,7%Posizione 311,0%Posizione 102,5%Pagina 2sotto l’1%
Fonte: SISTRIX, analisi su 80 milioni di keyword, 2025.

Spostare un risultato dalla prima alla seconda pagina vale quasi quanto cancellarlo. È questo il motivo per cui la rimozione dai risultati funziona anche quando la pagina web resta online da qualche parte.

Perché il modulo di richiesta di Google, da solo, spesso non basta

Google riceve le richieste, poi decide. In Italia, sul totale degli URL valutati dall’introduzione della procedura, ne ha rimossi il 54,4% e ne ha lasciati online il 45,6% (Google, Rapporto sulla trasparenza, dati Italia al 16 agosto 2026). Quasi una segnalazione su due viene respinta.

54,4%rimossi272.861 URL rimossi325.740 URL non rimossi
Fonte: Google Rapporto sulla trasparenza, dati Italia, agosto 2026.

La differenza fra una richiesta accolta e una respinta sta quasi sempre in tre cose: la categoria giuridica scelta, le prove allegate e la formulazione dei motivi legali. Nella nostra esperienza chi invia la richiesta per conto proprio sbaglia soprattutto il primo passaggio, perché segnala come diffamazione un contenuto che andava trattato come dato personale obsoleto, o viceversa. E una richiesta respinta rende più difficile la seconda.

Ti consigliamo di non improvvisare la prima segnalazione. È quella che pesa di più.

Quali contenuti si possono davvero rimuovere

Non tutto si toglie. Prima di prendere un incarico verifichiamo che il caso rientri in una delle categorie che Google e la normativa europea riconoscono. Andiamo al sodo, ecco le principali.

CategoriaCosa comprendeBase della richiesta
Contenuti diffamatori
Articoli, post e recensioni con affermazioni false e lesive

Motivi legali, provvedimento dell’autorità

Informazioni personali sensibili
Documenti, dati bancari, firme, informazioni di contatto, cartelle cliniche

Policy di Google sulle informazioni personali

Immagini intime senza consenso
Revenge porn, foto e video privati diffusi senza il tuo consenso

Rimozione prioritaria, anche delle immagini da Google

Contenuti inappropriati
Materiale offensivo o molesto che ti riguarda

Segnalazione per violazione delle policy

Minori
Contenuti e immagini che riguardano persone di età inferiore ai 18 anni

Richiesta dedicata di rimozione

Contenuti obsoleti
Pagine già cancellate dal sito e informazioni obsolete che restano nei risultati

Strumento in Google Search Console

Violazioni di copyright
Testi, foto e video tuoi ripubblicati senza autorizzazione

Segnalazione DMCA

Dati personali non più rilevanti
Vecchie notizie che ti riguardano e hanno perso attualità

Diritto all’oblio, articolo 17 del GDPR

Quei contenuti online che sono veri, attuali e di interesse pubblico non si toccano: se il tuo caso è questo te lo diciamo subito e non ti prendiamo i soldi. Preferiamo perdere un incarico che venderti una promessa che non possiamo mantenere.

Le quattro strade per rimuovere contenuti da Google

Puoi richiedere la rimozione di contenuti da Google per quattro strade diverse. Ogni caso ne usa almeno una, spesso due in parallelo.

Contattare direttamente il proprietario del sito

È la via più pulita: se la pagina web sparisce alla fonte, sparisce anche dall’indice. Contattiamo noi il sito, il webmaster o l’editore, con la richiesta motivata e i riferimenti normativi. Molti accettano di cancellare contenuti o di eliminare una pagina, alcuni chiedono soldi, altri non rispondono mai.

Il modulo di richiesta di Google per motivi legali

Quando il sito non collabora, puoi chiedere la rimozione dei contenuti dai risultati della ricerca Google. Si tratta di segnalare contenuti che violano la legge o le policy delle proprietà di Google: qui contano la qualifica giuridica e le prove, che vanno documentate per ogni URL.

Il diritto all’oblio

Il GDPR ti riconosce il diritto di richiedere la rimozione di informazioni personali su Google quando non sono più rilevanti, contenuti privati compresi. Se la richiesta viene respinta, si può presentare reclamo al Garante privacy, che nel 2025 ha adottato 807 provvedimenti collegiali e risposto a 4.288 reclami (Garante per la protezione dei dati personali, Relazione sull’attività 2025).

La soppressione nei risultati

Quando la rimozione non è ottenibile, costruiamo e posizioniamo nuove pagine finché il risultato negativo esce dalla prima pagina. Dati alla mano, dalla posizione 10 in giù il contenuto smette praticamente di essere visto.

Su richiesta chiudiamo il cerchio anche su Bing e sugli altri motori di ricerca, perché rimuovere i risultati solo da una parte lascia la porta aperta.

Cosa puoi provare da solo, prima di chiamarci

Se la pagina è già stata cancellata dal sito ma resta nei risultati, lo strumento per i contenuti obsoleti dentro Google Search Console la toglie dall’indice in pochi giorni: è il caso più facile e non richiede nessun intervento esterno. Se invece si tratta di informazioni personali sensibili come documenti, coordinate bancarie o altre informazioni di contatto, il modulo dedicato di Google permette di inviare una richiesta e di rimuovere informazioni personali con tempi rapidi. E se hai un rapporto civile con chi ha pubblicato, una email al proprietario del sito web resta il modo più veloce per rimuovere i contenuti negativi.

Vuoi rimuovere qualcosa che non rientra in questi tre casi? Allora la partita si gioca sulle prove e sulla forma della richiesta, ed è lì che entriamo noi.

Come lavoriamo, passo per passo

Il percorso è sempre lo stesso, così sai cosa aspettarti.

1. Analisi

Mappiamo tutti i risultati di ricerca di Google sul tuo nome e sulle informazioni sensibili, immagini comprese, e classifichiamo ogni URL per categoria e probabilità di rimozione.

2. Strategia

Ti mettiamo nero su bianco quali contenuti puntiamo a eliminare, con quale strada e in quanto tempo. Tu approvi prima che partiamo.

3. Esecuzione

Contattiamo il proprietario del sito web, prepariamo e inviamo la richiesta di rimozione, gestiamo i solleciti e le eventuali repliche di Google.

4. Verifica

Controlliamo la sparizione dai risultati, incluse le cache e gli altri motori, e monitoriamo che il contenuto non rientri.

Quanto ci vuole? Dipende dalla strada. Un contenuto obsoleto si toglie in giorni, una deindicizzazione contestata può richiedere mesi. Chi ti promette 48 ore per qualsiasi caso o non conosce la procedura o ti sta mentendo.

Tre casi che abbiamo chiuso

Nomi coperti, numeri veri. Sono i tre profili che incontriamo più spesso.

Studio legale2 contenuti0 dopo 4 mesiManifatturiero1 contenuto in pos. 20 dopo 21 settimaneSanitario4 recensioni false0 dopo 3 mesiprimadopo
Dati nostri, casi seguiti direttamente.

Studio legale associato: due contenuti in prima pagina, quattro mesi per toglierli

Uno studio legale di medie dimensioni aveva in prima pagina, sul proprio nome, un articolo di cronaca datato e una recensione diffamatoria pubblicata su un forum da un ex cliente. Entrambi stavano nei primi cinque risultati e comparivano nel 68% delle ricerche brandizzate.

Abbiamo lavorato su due binari insieme: richieste di deindicizzazione e contatto con i gestori delle piattaforme da un lato, ripopolamento della prima pagina con contenuti proprietari autorevoli dall’altro. In circa quattro mesi entrambi i contenuti critici sono spariti dai risultati di Google, non ne è rimasto nessuno nelle prime tre pagine, e le richieste di contatto dal sito sono cresciute del 34% nei tre mesi successivi. Il sentiment sui primi dieci risultati è passato da negativo a positivo.

Azienda manifatturiera B2B: un articolo che bloccava le trattative estere

Un produttore industriale si portava dietro un vecchio articolo su una controversia commerciale ormai risolta, stabilmente in seconda posizione per il nome dell’azienda. I commerciali lo segnalavano come ostacolo ricorrente nelle trattative con i clienti stranieri, che cercavano il nome prima di firmare.

Analisi del contenuto e della sua indicizzazione, richiesta di aggiornamento e rimozione alla fonte, e in parallelo una strategia di contenuti per spostare il risultato oltre la prima pagina. Il pezzo è sceso dalla posizione 2 alla pagina 4, poi è stato rimosso alla fonte. Le citazioni negative in prima pagina si sono azzerate e tre trattative internazionali ferme da mesi sono ripartite. Tempo di bonifica della prima pagina: 21 settimane.

Professionista sanitario: quattro recensioni false su quattro rimosse

Un libero professionista del settore sanitario aveva ricevuto recensioni false e diffamatorie, non riconducibili a pazienti reali, che uscivano tra i primi risultati e frenavano le nuove prenotazioni.

Abbiamo verificato la natura dei contenuti, documentato l’assenza di un rapporto professionale reale e gestito le segnalazioni presso le piattaforme di recensioni, consolidando in parallelo i risultati positivi verificati. Nel giro di tre mesi tutte e quattro le recensioni segnalate sono state rimosse, il rating pubblico medio è salito da 3,1 a 4,6 stelle e le nuove prenotazioni online sono cresciute del 47% rispetto al trimestre precedente. Nei sei mesi di monitoraggio successivi nessun contenuto è ricomparso.

Cosa hanno in comune questi tre casi? In nessuno abbiamo giocato una carta sola. La rimozione alla fonte e il lavoro sui risultati vanno quasi sempre insieme, e il tempo medio si misura in mesi, non in giorni.

La garanzia: se i contenuti restano, ti rimborsiamo

Funziona così: se al termine del lavoro i contenuti concordati sono ancora indicizzati e visibili su Google, ti restituiamo quanto hai pagato. Non devi dimostrare nulla, basta una verifica congiunta delle query e degli URL definiti in fase di strategia.

Come si attiva

Al termine del lavoro guardiamo insieme se i contenuti concordati sono ancora indicizzati e visibili su Google. La verifica si fa sulle query e sugli URL definiti in fase di strategia, quindi non c’è niente da dimostrare e niente da discutere.

Perché ce la possiamo permettere

Questo è il motivo per cui in analisi siamo severi: prendiamo solo i casi che riteniamo di poter chiudere.

Per chi è questo servizio e per chi non lo è

È per te se

Sei un professionista, un imprenditore o un’azienda, hai da uno a dieci contenuti negativi che escono cercando il tuo nome, e ti stanno costando clienti, candidature o rapporti bancari. Vale anche se hai già provato a segnalare i contenuti da solo e hai ricevuto un rifiuto.

Non è per te se

Il contenuto riporta fatti veri, attuali e di rilevanza pubblica, come una sentenza recente o una notizia di cronaca in corso. Non lo è nemmeno se cerchi di far sparire informazioni che per legge devono restare accessibili. In questi casi non accettiamo l’incarico.

Quanto costa

La rimozione di un singolo risultato parte da 500 euro. Il prezzo finale dipende da quanti URL vanno tolti, da chi li ospita e dalla strada percorribile: un contenuto obsoleto e una deindicizzazione contestata non costano la stessa cifra, e sarebbe scorretto far finta di sì. Per questo il preventivo lo costruiamo sul tuo caso, dopo l’analisi.

Il prezzo è la domanda che riceviamo per prima, quindi rispondiamo senza girarci intorno: costa meno di un cliente perso e molto meno di una causa. Con la garanzia di rimborso, il caso peggiore per te è aver perso tempo, non denaro.

Domande frequenti

Perché si parte da 500 euro se basta compilare un modulo?

Il modulo è gratuito, l’esito no. In Italia il 45,6% degli URL segnalati resta online (Google, Rapporto sulla trasparenza, agosto 2026). Rimuovere da Google un risultato contestato non è compilare un campo di testo. Quello che paghi è la qualificazione giuridica del caso, la documentazione delle prove, la gestione dei rifiuti e dei solleciti, e il presidio successivo. E se non otteniamo il risultato, quei soldi tornano indietro.

In quanto tempo spariscono i contenuti?

Dipende dalla strada. La rimozione dei contenuti obsoleti si chiude in giorni, una deindicizzazione contestata può richiedere mesi. Presentare una richiesta ben costruita accorcia i tempi più di qualsiasi sollecito. In fase di analisi ti diamo una stima per il tuo caso specifico, non una media buona per tutti.

Cosa succede se non riuscite a rimuovere niente?

Ti rimborsiamo. È il senso della garanzia. Prima ancora, però, filtriamo: se dall’analisi risulta che il contenuto non è rimovibile, non partiamo e te lo diciamo subito.

Che differenza c’è fra voi e un avvocato?

L’avvocato lavora sul piano giudiziario, noi lavoriamo sul motore di ricerca. Le due cose spesso si sommano: un provvedimento dell’autorità rende molto più forte la richiesta a Google. Se il tuo caso ha bisogno di un legale te lo diciamo e collaboriamo con il tuo.

Il contenuto sparisce anche dalle immagini e dagli altri motori di ricerca?

Sì, la richiesta viene estesa alle immagini da Google e ai principali motori alternativi. Se il contenuto viene rimosso alla fonte dal proprietario del sito, sparisce ovunque nel giro di poche settimane, man mano che i motori aggiornano il proprio indice.

È tutto riservato?

Sì. Non pubblichiamo il tuo nome, non usiamo il tuo caso come esempio senza autorizzazione scritta e trattiamo i tuoi dati secondo il GDPR. La riservatezza è parte del servizio.

Il contenuto può tornare online dopo la rimozione?

Può succedere se qualcuno ripubblica lo stesso testo su un altro dominio. Per questo il monitoraggio fa parte del lavoro: se ricompare, interveniamo. In questo caso dovrai commissionare un nuovo intervento.

Chi siamo

Millionaire Consulting FZCO. Il General Manager è Valentino Mea, nel web marketing dal 2006 e consulente SEO dal 2009, con circa venti anni di lavoro sui risultati di ricerca alle spalle. Certificazione Google Ads dal 2013, Google Analytics dal 2015, agenzia Google Partner dal 2019.

Perché una realtà SEO e non un’agenzia di comunicazione? Perché eliminare i contenuti dai risultati richiede le stesse competenze con cui si posiziona una pagina, applicate al contrario: capire perché quel risultato sta lì, cosa lo tiene in vita e cosa può prendere il suo posto. Chi non sa posizionare non sa nemmeno spostare.

Richiedi l’analisi del tuo caso

Mandaci i link dei contenuti da rimuovere. Analisi riservata, risposta entro 24 ore lavorative.