SEO Copywriting Guida

SEO Copywriting: Guida alla Scrittura SEO Oriented

Vuoi imparare a scrivere in chiave SEO? Con questa guida completa alla SEO Copywriting imparerai a scrivere contenuti apprezzati dagli utenti e da Google.

Indice della Guida SEO Copywriting


Capitolo 1 – Cos’è la SEO Copywriting: Definizione e Significato

La SEO Copywriting, conosciuta anche come “scrittura SEO”, è l’attività di realizzazione di contenuti per siti web concepiti per essere facilmente comprensibili e di valore per gli utenti e per i motori di ricerca.

E’ una disciplina versatile che consente ai siti web di diventare più rilevanti per Google e di aumentare le possibilità di vendere online.

Realizzare testi ottimizzati SEO è un’attività imprescindibile per ottenere prezioso traffico organico, utile a convertire i visitatori del sito in clienti fidelizzati.

Chi è e cosa fa il SEO Copywriter

Il SEO copywriter è la figura professionale che si occupa di realizzare contenuti utili per il pubblico, materiali originali e migliori rispetto alla concorrenza, a partire dall’analisi delle parole chiave e dell’esigenza informativa del pubblico prescelto.

Padroneggia le dinamiche di ottimizzazione On-Page ed è in grado di individuare le keywords più vantaggiose per gli obiettivi di posizionamento, in relazione a volumi di ricerca mensili, concorrenza e intento di ricerca dei potenziali clienti.

Il copywriter SEO è in grado di definire se le parole chiave digitate sulla barra di ricerca comportano:

  • una necessità di informazioni (intento informativo)
  • il desiderio di acquisto (intento transazionale)
  • oppure una raccolta di informazioni in relazione a una determinata fonte (intento navigazionale).

In questo modo realizza contenuti facilmente comprensibili dai motori di ricerca e percepiti come utili e preziosi dai lettori, in quanto studiati per soddisfare le loro necessità.

Perché le aziende hanno bisogno di investire in SEO Copywriting?

La promozione sul web si basa sui contenuti. Se vuoi promuoverti tramite la SEO, Google Ads, Facebook Ads, ecc. avrai sempre bisogno di contenuti da pubblicare.

Molte aziende destinano figure con qualche affinità alla scrittura alla realizzazione di contenuti per il sito web, confidando che tali capacità siano sufficienti a far guadagnare buona reputazione sui motori di ricerca e per acquisire nuovi clienti.

Questa scelta superficiale, spesso si traduce in perdite di tempo e denaro per il mancato raggiungimento degli obiettivi di posizionamento, ed eventualmente a peggiorare la reputazione qualora ciò porti a produrre materiali di scarso valore.

Contenuti non ottimizzati in ottica SEO finiscono per riscuotere poca visibilità siccome non partono dalle esigenze del pubblico potenziale adeguatamente studiate e sviscerate.

Affidarsi al servizio di SEO Copywriting professionale significa ottenere contenuti di valore per Google e per i potenziali clienti.


Capitolo 2 – Ricerca Keywords: selezionare le giuste parole chiave

Per posizionare un sito su Google, ogni sua pagina dovrebbe avere contenuti interessanti ed originali e rispondere alle esigenze di ricerca del potenziale cliente.

In tal senso la prima fase della SEO Copywriting consiste proprio nell’analizzare il mercato di riferimento e selezionare le parole chiave per cui pilotare il contenuto che si andrà a produrre.

Non è solo un discorso di scelta di keywords, ma anche di contenuti che devono rispondere agli interrogativi del potenziale cliente e lasciarlo soddisfatto delle informazioni ricevute.

Si parla per questo di contenuti di qualità che, soddisfando l’utente, sono apprezzati anche dai motori di ricerca: il lettore non abbandonerà la pagina se i contenuti, rispondendo al suo intento di ricerca, lo avranno fidelizzato.

La prima domanda da porsi in ottica di ottimizzazione e di ricerca delle keywords è: Cosa digitano gli utenti nella query?

Mettersi nei loro panni è un passo fondamentale come lo è sapere che la ricerca online ha subito una evoluzione: se inizialmente si basava su poche parole, oggi l’utente sa che con una ricerca generica otterrebbe milioni di risultati e, di conseguenza, affina l’indagine aggiungendo parole specifiche.

Short tail vs. Long tail

Una keyword molto gettonata, che genera un alto numero di risultati affini, se da un lato è facile da trovare (ad esempio “orologi uomo”), dall’altro genera una SERP difficile da scalare per l’alto tasso di competitività con i moltissimi risultati. Parliamo, in questo caso, di short keyword.

Una keyword più avanzata, digitata dall’utente che sta già scremando un certo genere di prodotti (ad esempio “orologi uomo con cinturino in pelle”), genera una coda di risultati più breve ed entro la quale è più facile posizionarsi.

In quest’ultimo caso parliamo, invece, di keywords long tail che portano un traffico più qualificato ma ridotto in termini di volume.

Individuazione del Target

Prima di partire alla ricerca delle keywords migliori, dovrai individuare il target dei potenziali clienti e le tue Buyer Persona a cui si rivolgeranno i tuoi contenuti.

Questa semplice regola permetterà di realizzare testi efficaci utilizzando di volta in volta un linguaggio più consono a un pubblico giovane piuttosto che più esperto, differenziandosi ad esempio tra un articolo da pubblicare su un blog letto prevalentemente da teenagers invece che su un sito dalla linea più istituzionale.

Da questa analisi può partire la ricerca delle parole chiave che dovranno portare traffico e scartare la concorrenza online.

Rispetto al traffico si tratterà di privilegiare una scelta strategica basata su short tail o long tail tenendo presente che:

  1. le keywords short tail, poiché generiche, portano un traffico maggiore (dove, però, solo una parte di utenti sarà davvero interessata);
  2. le keywords long tail, essendo più specifiche, porteranno un traffico minore, ma con potenziali clienti molto interessati. Di conseguenza, alla long tail farà riscontro un alto tasso di conversione.

Il fine è raggiungere un’importante visibilità utilizzando più long tail che da sole hanno poche visualizzazioni, ma insieme ottengono un importante numero di visite di utenti interessati e quindi predisposti alla conversione.

Dovrai quindi individuare un vero e proprio “pacchetto keywords” confezionato su misura intorno al tuo business.

Come individuare le keywords giuste?

La professionalità del consulente SEO è fondamentale in questa fase di ricerca e, inoltre, esistono importanti strumenti che possono essere di grande aiuto (alcuni gratuiti, altri a pagamento). I più famosi sono:

Per maggiori informazioni sul loro utilizzo puoi leggere: “Ricerca Keywords: strategie, procedure e automazione“.


Capitolo 3 – Concepire un Titolo accattivante e ben ottimizzato

Concepire un titolo accattivante e ben ottimizzato è forse uno dei compiti più difficili per un SEO copywriter.

Il titolo è il primo contatto con il lettore, il primo filtro che deciderà se il tuo articolo vale la pena di essere letto oppure no.

Sai quante persone leggono il titolo di un articolo? Otto su dieci, ma solo due su dieci leggeranno l’intero testo.

Ecco perché è importante catturare immediatamente l’attenzione del lettore con le parole giuste, per spingerlo a continuare nella lettura.

Come scrivere il titolo del nostro articolo SEO

Come per ogni testo, è bene tenere a mente poche semplici regole che aiuteranno a scrivere, facilmente, un titolo efficace che convinca il lettore a proseguire la lettura.

1) Scrivi il titolo più semplice possibile: è importante avere le idee chiare su ciò che vuoi scrivere ed è ancora più importante che sia ben chiaro anche al lettore, già dal titolo, cosa “si guadagna” leggendo tutto l’articolo.

Prova ad inserire domande, numeri o imperativi per veicolare il messaggio in maniera più efficace.

2) Rendi il titolo breve e descrittivo: molte persone danno solo una breve occhiata alla pagina e si fermano sul tuo titolo solo per una manciata di secondi.

Quel breve lasso di tempo è tutto ciò che hai a disposizione per folgorare il lettore e indurlo a fermarsi.

Non eccedere con la lunghezza, l’ideale è non superare le dieci parole. Il messaggio dovrà essere incisivo e colpire anche il lettore più distratto.

3) Fai leva sulle emozioni del pubblico, sia positive che negative: il titolo potrebbe suscitare partecipazione o controversia, ma l’importante è che chi lo legge non possa fare a meno di cliccare per conoscere il resto della storia.

Puoi anche porre l’accento sull’utilità pratica dell’articolo o su un beneficio che il lettore potrebbe guadagnarne.

Ogni elemento di un testo avvincente ha solo uno scopo: condurre a leggere la frase successiva e poi quella ancora successiva e così via.

Ecco perché la prima frase è l’elemento fondamentale per non trovarti in un vicolo cieco.

4) Inserisci la keyword: tenere a mente le regole base della SEO è un fattore importante.

Non solo i tuoi lettori, ma anche i motori di ricerca si basano sul titolo per “catalogare” gli articoli che parlano dei diversi argomenti.

Usa una parola chiave che riassume l’argomento del testo, mirata e pertinente, per ottenere traffico da un pubblico che già mostra interesse per l’argomento di cui scrivi.

Infine, è alle prime parole del titolo che è assegnato maggior peso, pertanto è buona norma inserire la keyword principale all’inizio.

5) Codifica il titolo con i tag di intestazione: il titolo del tuo articolo deve essere codificato con il tag H1, mentre eventuali sottotitoli con i tag H2 e H3.


Capitolo 4 – Ottimizzare Testi, Paragrafi, Link e Immagini

Per realizzare contenuti SEO accattivanti e accessibili, non basta saper scrivere correttamente in italiano, né conoscere il solo funzionamento di “mezzi tecnici”, come editor e piattaforme per siti e blog.

Scrivere per il web è un’arte e, come tale, implica l’uso di strategie e strumenti adeguati.

Crea contenuti Originali e Interessanti

Uno degli obiettivi principali della SEO copywriting è quello di realizzare contenuti interessanti e realmente utili per i visitatori del sito.

Questo avviene studiando il settore e le caratteristiche del pubblico ideale, ricavando le esigenze non soddisfatte dalla concorrenza e realizzando a partire da esse dei contenuti realmente preziosi per i lettori.

Ovviamente esistono metodi e KPI specifici per definire se i contenuti sono realmente utili e interessanti. Dagli strumenti di analisi come Google Analytics e Google Search Console possiamo ricavare degli indicatori come:

  • CTR (rapporto tra i click e le visualizzazioni dei risultati sui motori di ricerca)
  • Frequenza di Rimbalzo (percentuale di utenti che escono dal sito dopo avere visitato soltanto una pagina)
  • Tempo di permanenza sulla pagina

Come puoi intuire, un CTR alto porta a pensare che la pagina sia molto attraente per gli utilizzatori e prometta una risposta concreta alle loro esigenze.

Un alto tempo di permanenza sulla pagina e una frequenza di rimbalzo bassa suggeriscono che il contenuto in questione si dimostri utile e invitante per il lettore.

Non sottovalutare Ortografia e Grammatica

Un testo impeccabile dal punto di vista grammaticale, ortografico e sintattico, fornisce un’idea di accuratezza e affidabilità che avvalora il suo stesso contenuto, a differenza di un testo disseminato di errori e imprecisioni.

Sia Bing che Google hanno affermato pubblicamente che gli errori di ortografia e grammatica all’interno di una pagina web hanno un’influenza negativa sul suo posizionamento tra i risultati delle ricerche.

Poiché i motori di ricerca sono impegnati nel restituire ai propri utenti risultati di qualità sempre maggiore, è naturale che anche la forma sia entrata a far parte dell’equazione.

Una forma trascurata e con errori porta istintivamente i lettori a diffidare della bontà dei contenuti, oltre a richiedere loro un maggiore sforzo cognitivo per interpretare certi passaggi che rischia di allontanarli irrevocabilmente dal sito.

Può sembrare un’affermazione un po’ estrema, ma data la mole enorme di fonti di informazione a disposizione, si tenderà sempre a preferire quella più immediatamente accessibile.

Per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca, dovrai quindi impegnarti a produrre contenuti di qualità che siano anche impeccabili dal punto di vista dell’ortografia e della grammatica.

Lunghezza del contenuto: testi brevi o lunghi?

La questione riguardo la lunghezza ideale dei contenuti in ottica SEO è ormai da tempo aperta e dibattuta, ma non vi è ancora unanimità nella risposta.

Spesso si perde troppo tempo alla ricerca del numero di parole perfetto, che sia abbastanza basso da mantenere l’interesse del lettore, ma non tanto basso da dare l’idea di superficialità.

La sintesi è una qualità essenziale, a patto che non vada a discapito del ruolo informativo del testo stesso.

La lunghezza va quindi modulata in funzione dell’argomento trattato e in base allo scopo della pagina, tenendo conto dei potenziali destinatari.

A chi ci si rivolge? Cosa ricerca il lettore? Interrogarsi sulle aspettative del proprio target è uno step fondamentale.

Una volta individuate le informazioni attese, risulterà più semplice concentrarsi sul focus del testo, tralasciando gli elementi superflui.

Se è necessario produrre un articolo lungo, puoi suddividere il testo in più parti, ovviamente interconnesse fra loro attraverso opportuni collegamenti ipertestuali.

Un’alternativa altrettanto efficace è fare uso di paragrafi e sottosezioni, corredate da relativi sottotitoli.

Prima di pubblicare un testo online, è buona norma ricontrollare la sintassi, sostituire i periodi eccessivamente lunghi con frasi brevi e incisive, nonché eliminare gli avverbi e gli aggettivi di troppo.

Stile e Formattazione

Un’adeguata progettazione grafica migliora la leggibilità e permette all’utente di orientarsi al meglio all’interno della pagina web. Le accortezze da non trascurare sono:

  • Sottotitoli in evidenza: introducono i temi centrali di ogni sezione, permettendo al lettore di scegliere quali argomenti approfondire.
  • Parole in grassetto: pongono enfasi sui differenti concetti analizzati, guidando l’attenzione sulle aree più rilevanti. Tuttavia, meglio evitare di evidenziare intere frasi, per non rischiare di perdere in incisività.
  • Elenchi puntati: dalla lettura verticale e generalmente più concisi, sono meno impegnativi di un più tradizionale testo in linea.
  • Evitare lo slang: i contenuti devono essere comprensibili e accessibili a tutti.
  • Evitare strutture sintattiche complesse: è preferibile spezzare i lunghi periodi in più frasi, includendo un solo concetto per ogni singola proposizione.

Queste linee guida non introducono concetti rivoluzionari ma, pur essendo intuitive e facilmente applicabili, vengono spesso sottovalutate.

Perché non testarle subito e dare quindi nuova forma alle proprie pagine web, migliorandone l’usabilità?

Gestire Link Interni ed Esterni

I link interni sono collegamenti ipertestuali che mettono in comunicazione due pagine di uno stesso sito.

Sono preziosi per spingere gli utenti a visitare altre pagine del sito e per trasmettere link juice alle pagine importanti per gli obiettivi di conversione.

Un esperto SEO si occupa di introdurre i collegamenti nei punti più vantaggiosi e di rivolgerli verso le pagine più indicate in modo da approfondire l’esperienza di navigazione.

I link esterni, invece, sono collegamenti tra due pagine presenti in due siti diversi.

Il SEO copywriter si occupa di inserire i collegamenti esterni più appropriati dato l’argomento trattato e le caratteristiche del sito nel quale scrive.

Tuttavia può desiderare di “prendere le distanze” dal sito linkato, qualora non possa garantire per la sua qualità agli occhi di Google.

In tale caso può includere nel link esterno il tag rel=”nofollow” per indicare a Google di non trasferire link juice alla risorsa linkata, e per non essere associato a essa.

Google esige inoltre che i link ottenuti in cambio di corrispettivi in denaro o altro genere di scambi non “falsino” il meccanismo del posizionamento portando vantaggi non meritati.

Per questa ragione consiglio di applicare il tag rel=”sponsored” per segnalare l’origine commerciale del link fornito (ad esempio quelli in risorse come pubbliredazionali, articoli sponsorizzati, recensioni a pagamento, ecc.).

Ottimizzare le Immagini degli articoli

Anche le immagini possono essere rese più rilevanti per Google attraverso la valorizzazione di appropriati attributi SEO.

Il SEO copywriter si occupa di rendere gli elementi visivi come le foto più facilmente comprensibili per i motori di ricerca, aggiungendo segnali che ne precisano il contenuto e il contesto.

Le immagini possono portare traffico attraverso canali come Google Images, perciò è buona norma quando possibile rendere più intuitiva la loro comprensione da parte di Google attraverso:

  • Il nome dell’immagine aiuta i motori di ricerca a comprenderne il significato, perciò è opportuno che il file venga rinominato in modo esplicativo.
  • L’ALT Text fornisce un testo alternativo da mostrare al motore di ricerca per chiarire il contenuto dell’immagine. Inoltre può essere usato dagli screen reader per gli utenti con problemi di vista e per questa ragione va utilizzato per indicare chiaramente il significato dell’immagine e il suo contesto.
  • L’attributo Title fornisce il testo che appare quando si passa sopra l’immagine con il mouse. Permette quindi di fornire un’idea del contesto a cui è associata e del messaggio che si intende veicolare, perciò conviene impostarlo in maniera molto comunicativa.

Per maggiori informazioni su come ottimizzare le immagini puoi leggere: “Ottimizzare Immagini SEO: Nome, attributo ALT e Title“.


Capitolo 5 – I Meta Tags: ottimizzare Tag Title e Meta Description

L’ottimizzazione dei meta tags è una delle attività più importanti nella scrittura di testi ottimizzati SEO.

Dovrebbe pertanto essere svolta con cura, in funzione della pagina da posizionare.

Nonostante siano spesso menzionati insieme, Tag Title e Meta Description svolgono funzioni nettamente diverse, tuttavia entrambe essenziali.

Il Tag Title

Il Tag Title è il titolo che appare nella parte superiore del browser o sull’intestazione della scheda aperta. È anche il link cliccabile, mostrato fra i risultati di ricerca.

esempio tag title

Ottimizzarlo è il modo più semplice per migliorare il posizionamento della pagina, poiché è uno degli elementi a cui i motori di ricerca assegnano la priorità in termini di posizionamento.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione SEO del Tag Title, generalmente si adottano i seguenti criteri minimi:

  • Deve essere breve ed efficace, far comprendere in fretta al lettore il contenuto della pagina;
  • Una lunghezza compresa fra i 50 e i 60 caratteri;
  • Deve integrare efficacemente almeno la parola chiave principale, possibilmente all’inizio.

Seguendo queste semplici regole, potrai creare un Tag Title che corrisponda ai canoni dettati da Google.

È possibile realizzare anche meta title più lunghi, ma i caratteri in eccesso verranno trattati come testo normale e non influiranno sul posizionamento.

La Meta Description

La Meta Description è la descrizione sottostante il link cliccabile e consente di migliorare il CTR della pagina, incoraggiando gli utenti a scegliere il proprio link tra i risultati del motore di ricerca.

Dovrebbe quindi essere scritta per gli esseri umani e non per i bot.

esempio meta description

In ottica SEO, la Meta Description sembra aver perso di importanza. Tuttavia, svolge un ruolo fondamentale: è infatti capace di catturare l’attenzione del lettore.

Se la pagina non è posizionata fra i primi risultati, una descrizione efficace può comunque portare l’utente a cambiare la sua scelta, aumentando così il CTR.

Inoltre, nella SERP, qualora la parola chiave utilizzata per la ricerca fosse presente nella Meta Description, tale termine appare evidenziato in grassetto. In riferimento alla Meta Description, valgono le seguenti regole:

  • Deve essere essere accurata e ben scritta;
  • Perfettamente aderente al contenuto, ma anche al tono e allo stile editoriale della pagina;
  • Presentare una lunghezza di 140-156 caratteri;
  • La keyword principale dovrebbe essere inclusa;

Infine, il miglior esempio di scrittura SEO oriented per la Meta Description giunge dalla Stampa.

Gli articoli di giornale sono strutturati in modo tale che, già nelle primissime righe, possano trapelare le informazioni principali, successivamente approfondite nel testo.

A tal proposito, occorre ricordare che il dono di sintesi è importante e condensare in poche parole i dati cruciali per l’utente è certamente una mossa azzeccata.


Capitolo 6 – Tecniche Avanzate di SEO Copywriting: Pillar Article

Una delle tecniche più efficaci per aumentare la probabilità di posizionarsi per keyword ad altro volume di ricerca mensile consiste nel creare i Pillar Article.

Cos’è un Pillar Article

I pillar article (articoli pilastro) sono dei contenuti realizzati attraverso attività mirate di SEO copywriting.

Si tratta di contenuti molto approfonditi, concepiti per offrire agli utenti tutto ciò che hanno bisogno di conoscere riguardo al topic in questione, e offre collegamenti a risorse attinenti per mettere a disposizione ulteriori approfondimenti.

Rispetto agli articoli ordinari sono in genere lunghi migliaia di parole e costituiscono le risorse informative per eccellenza.

Trattano infatti gli argomenti selezionati in maniera molto completa e sicuramente superiore alla media, in modo da offrire tutte le risposte che l’utente può ragionevolmente cercare.

Può trattarsi di guide complete su un argomento specifico (ad esempio: “Tutto quello che devi sapere sulla dichiarazione dei redditi”) concepite per attrarre traffico qualificato da convertire in utenti fidelizzati.

I pillar article vengono realizzati dopo attento studio del target in questione, al fine di produrre risorse estremamente esaustive e superiori alla concorrenza.

Gli articoli pilastro sono in grado di posizionarsi con ottimi risultati e molto a lungo, specialmente se vengono aggiornati con il tempo per renderli sempre rispondenti agli intenti di ricerca delle persone.

Un esempio pratico di pillar article è proprio la pagina che stai leggendo in questo momento.

Caratteristiche delle Pagine Pillar

Le principali caratteristiche delle pagine pillar sono:

  • essere solitamente più lunghe degli articoli normali dei blog;
  • focalizzarsi ciascuna su un determinato topic;
  • essere divise in varie sezioni;
  • ciascuna sezione si focalizza su un determinato sotto argomento.

Infine, le pagine pillar vengono realizzate puntando ad argomenti dai grandi volumi di ricerca e dalle parole chiave rilevanti.

Come scrivere un Pillar Article

I passaggi per realizzare una pagina pilastro ottimizzata in chiave SEO sono i seguenti:

  1. Scegli quale topic trattare sotto forma di pagina pillar;
  2. Esegui la Ricerca Keyword per definire i subtopic delle varie sezioni;
  3. Definisci i titoli per ogni sezione;
  4. Scrivi il contenuto per ogni sezione;
  5. Aggiungi elementi visivi al contenuto (immagini, video, infografiche, ecc.);
  6. Formatta correttamente la pagina (tag di intestazione, grassetti, liste, ecc.);

Infine, per aiutare i motori di ricerca a comprendere l’importanza della tua pagina pillar e al contempo rendere ai tuoi utenti più facile trovarla, dovrai:

  • Aggiungere in Homepage un link che punti alla pagina pillar;
  • Inserire nella pagina principale del blog un link verso la pagina pillar;
  • Individuare altri articoli pertinenti del tuo sito web e aggiungere link interni alla tua pagina pillar.

Capitolo 7 – Come creare Contenuti Virali

Tradotto in marketing, come si crea un “contenuto virale” degno di diventare la notizia del giorno per milioni di utenti? Cosa rende un contenuto virale?

1) Il contenuto

Alla base dei contenuti virali c’è ovviamente la capacità di renderli perfetti per essere condivisi. Sono tre gli elementi da tenere in considerazione in ta senso:

1 – Gli argomenti sulla cresta dell’onda hanno maggiore possibilità di suscitare interesse nel lettore, perché fanno leva sull’urgenza della “novità”.

Per tale motivo, anche i contenuti che danno una nuova prospettiva su un argomento noto si dimostrano particolarmente adatti ad essere condivisi.

A seconda del tuo business, puoi creare contenuti di opinione o notizie di settore.

2 – Le immagini associate al contenuto hanno un grande impatto sulla sua performance in termini di condivisione.

È infatti noto che immagini, video o grafici sono i contenuti più divorati sui social media, poiché il nostro cervello processa le immagini più velocemente del testo.

Usa immagini interessanti e in linea con l’argomento per far leva sulle emozioni del lettore e migliorare il tasso di interazione con il contenuto.

3 – Il titolo: diretto e provocatorio, un buon titolo è un’arma importante per destare interesse nel lettore.

Deve essere coerente con il tema trattato e non fuorviante, perché spesso il lettore non andrà olte quelle poche parole (e alcuni social media non le mostrano nelle anteprime).

2) Il formato

Alcuni tipi di formato sono più condivisibili di altri. Ecco i tre formati con maggiore probabilità di diventare contenuti virali:

  1. Ricerche approfondite: per le ragioni citate sopra, le ricerche che rivelano nuovi risultati sono spesso condivise.
  2. Quiz e liste: nonostante siano spesso snobbati, i contenuti di intrattenimento più semplice vengono condivisi velocemente (e dimenticati altrettanto facilmente). Nelle loro versioni più curate e professionali, però, rimangono di indubbio valore nel tempo.
  3. Storie: un formato lineare ma perfetto per creare una connessione emotiva con il lettore, specialmente se il tema trattato è personale o commovente. Crea un contenuto a sfondo narrativo con il potenziale di diventare virale tra i tuoi lettori.

3) La leva emotiva

Ho già accennato al fatto che contenuti basati su argomenti di attualità abbiano chance migliori di essere condivisi.

L’elemento chiave per conquistare il click del lettore rimane, però, la leva emotiva: che si tratti di un video o di una ricerca scientifica, devono suscitare un’emozione.

Ogni contenuto è adatto a trasmettere un’emozione diversa: questa dipende dal tuo business e dalla voce che gli hai dato.

La certezza è che sono i contenuti che ci emozionano ad ottenere maggiori condivisioni.

Non è una sorpresa che sia questo tratto profondamente umano a celarsi sotto le logiche dei social media.

Fai leva sull’umorismo, la sorpresa o la paura (di fare un errore) per non rimanere impassibile al lettore, ma creando con lui un legame sincero a livello personale.


Capitolo 8 – Come approcciare Testi SEO Difficili

Per un SEO Copywriter, molte volte, il testo più difficile da scrivere non è quello che riguarda un argomento tecnico o quello che richiede una preparazione specifica, ma quello che riguarda un tema a lui noioso.

La questione diventa ancora più delicata nel momento in cui i testi da realizzare sono molti e tutti relativi allo stesso tema. Cosa fare in questi casi?

Come si può evitare la banalità e, al contempo, attenersi alle linee guida fornite dai committenti?

Affrontare argomenti “Noiosi”

Il concetto di “tema noioso” può essere molto arbitrario: è ovvio che per una persona appassionata di elettronica scrivere recensioni e descrizioni di computer, notebook e laptop può essere stimolante e piacevole, se non addirittura entusiasmante.

Per chi a malapena è in grado di distinguere un tablet da uno smartphone, il compito può rivelarsi più faticoso e, forse proprio per questo, più gratificante.

Affrontare argomenti che conosciamo in maniera limitata, per paradosso potrebbe portarci in una situazione di vantaggio: saremo in grado di immedesimarci nel lettore meno esperto, nei suoi dubbi e nelle sue aspettative.

Porsi le domande di un utente alle prime armi sarà il primo passo per creare una traccia del nostro testo.

Approcciare i Testi Ripetitivi

Altra questione importante è quella dei testi ripetitivi: può capitare che un cliente abbia bisogno, per promuovere una sua attività, di molti testi su uno stesso argomento.

Dal punto di vista del copywriter la questione è piuttosto complessa.

Ripetersi è, ovviamente, vietato, ma al tempo stesso non si può certo discostarsi di molto dalla “strada maestra”.

In circostanze del genere, emerge con prepotenza la necessità per un autore di disporre di un ricco vocabolario (la padronanza di sinonimi, contrari, e così via), grazie al quale dare vita a variazioni sul tema che risultino sempre fresche e azzeccate.

Sono due le regole d’oro:

  • Scrivere su prodotti o categorie simili, in modo da ottimizzare i tempi di ricerca;
  • Mantenere un’argomentazione del testo simile, variando di molto le singole frasi.

Conclusioni sulla Guida

Grazie a questa guida sulla SEO Copywriting ora conosci tutto ciò che occorre per creare testi ottimizzati.

Ora mi piacerebbe sapere la tua opinione.

Hai qualche suggerimento per migliorare la guida? Vuoi condividere qualche tecnica? Ci sono degli argomenti che vuoi approfondire?

Non esitare ad utilizzare i commenti!

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Valentino Mea

  • Esperto di Search Marketing dal 2009 con migliaia di progetti SEO e Google Ads dimostrabili gestiti.
  • Supporta Aziende nazionali e internazionali nello sviluppare business sostenibili e redditizi, tramite il Marketing sui Motori di Ricerca.
  • Ad oggi ha formato 932 consulenti SEO e Google Ads, autonomi e dipendenti.
  • Autore di “SEO per E-commerce PRO” il Libro Best Seller su come ottimizzare siti e-commerce per aumentare il posizionamento su Google e trasformare gli utenti in clienti. Puoi trovarlo su Amazon.
  • Ideatore del Video Corso “Diventare SEO” il 1° corso in Italia che insegna in modo pratico la SEO e come monetizzare le competenze.
  • Fondatore della SEO Membership® l’unica community privata dove si incontrano ogni settimana imprenditori, colleghi e aspiranti per discutere di SEO e business online.
  • Dal Novembre 2013 condivide tutorial pratici e la sua esperienza nel settore su questo blog.

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