SERP di Google

SERP di Google: come funziona la Search Engine Results Page

Le SERP di Google (Search Engine Results Pages) sono le pagine dei risultati restituite dal motore di ricerca alle richieste di informazioni digitate dagli utenti.
In questa guida comprenderai:


Come funziona la SERP di Google

Googlebot scandaglia il web inserendo nei propri archivi le pagine che possono essere indicizzate. Questi contenuti vanno a costituire l’archivio delle potenziali risposte alle domande delle persone in rete.

Quando gli utenti digitano delle ricerche, Google restituisce una o più pagine di risultati, a seconda del numero di contenuti indicizzati che rispondono alle interrogazioni digitate degli utenti (query).

Google definisce la classifica analizzando l’intento delle ricerche digitate e ordinando i contenuti a disposizione secondo propri criteri (fattori di ranking), per fornire risultati in ordine di pertinenza decrescente.

I risultati che ci restituirà saranno differenti se i termini usati saranno professionali o amatoriali. Anche il numero di risultati ottenuti saranno diversi e probabilmente nella prima pagina non ci saranno gli stessi siti.

Per tale motivo, durante l’erogazione dei servizi SEO, si rende necessaria la definizione di contenuti indirizzati a due target diversi:

  • Target Professionale;
  • Target Amatoriale.

Sarà la SERP a informarci sui loro bisogni, sul loro modo di parlare, sulla loro presenza online, noi dovremo solo adattare la strategia e la consulenza SEO a queste informazioni.

Inoltre, Google tiene conto di fattori diversi per ogni query di ricerca, in modo da produrre liste di contenuti adatte alle esigenze di ogni richiesta.

Ciò rende difficile comparare l’ordine dei risultati delle SERP in diverse circostanze, perché ognuna di esse è influenzata da diversi fattori.

L’evoluzione delle SERP fino ad oggi

La pagina dei risultati di ricerca di Google non è rimasta invariata e con il passare del tempo ha subito molte variazioni per meglio riuscire a rispondere alle esigenze del pubblico.

Ciò porta a ridefinire periodicamente le SERP sia cambiando l’ordine dei risultati (il cosiddetto posizionamento su Google), che implementando nuovi elementi utili per le persone.

Nel corso degli anni, siamo passati da pagine composte solo da risultati testuali (annunci e siti web) a pagine con elementi come immagini, video, box in primo piano con anteprime delle risposte, podcast, ecc.

L’evoluzione delle SERP, tuttora in corso, ha visto la ridefinizione anche della posizione e del formato degli annunci pubblicitari: nel corso degli anni hanno cambiato colore, dimensione e disposizione per conformarsi alle caratteristiche della pagina.

Oggi la pagina dei risultati si chiama Universal Search e muta continuamente per via dei test che vengono eseguiti da Google.

Universal Search può essere definito come un processo di integrazione dei risultati, il quale ha rappresentato un cambiamento davvero molto importante.

In particolare, Google cerca di migliorare continuamente il modo di rispondere all’intento di ricerca che muove gli utenti, in modo da offrire risultati sempre più pertinenti.

Il principio alla base della Universal Search consiste nel fornire una risposta completa a una ricerca all’interno di una sola pagina.

esempio Google Universal Search

In questo modo viene fornita una risposta a 360 gradi che coinvolge molteplici fonti e con informazioni prelevate da database come siti sportivi, siti meteo, testate giornalistiche, ecc.

Come appare la SERP di Google

Attraverso la SERP, Google propone i suoi risultati a chi naviga in rete, ma le pagine di risultati non sono tutte uguali tra loro in fatto di genere di contenuti forniti.

Le caratteristiche variano molto in relazione al tipo di ricerca che viene eseguita: alcune prevedono esclusivamente risultati testuali, altre invece presentano contenuti extra quali immagini, video e informazioni di vario genere.

La SERP è un “minestrone” di elementi che vengono raccolti da Google e disposti in maniera da rispondere alle ricerche di informazioni poste dagli utenti.

Come compone Google le SERP?

Google sceglie gli elementi che secondo i propri algoritmi sono meglio in grado di rispondere alle esigenze degli utenti.

Nelle SERP possono apparire quindi contenuti come:

  • box in evidenza che offrono una risposta diretta alla domanda digitata;
  • pagine web;
  • immagini;
  • video Youtube;
  • podcast;

Nel caso di ricerche che coinvolgono delle entità (soggetti legati ad altri da una rete di relazioni come attori, scrittori, film, ecc.) a destra della SERP appare il box del Knowledge Graph che riepiloga le informazioni che le coinvolgono.

Oltre a questi elementi, in determinati punti della pagina (in primis in alto, sopra i risultati organici) appaiono annunci pubblicitari.

Essi sono il frutto di aste tra coloro che vogliono apparire in prima posizione per determinate parole chiave tramite investimenti pubblicitari (per maggiori informazioni puoi leggere “Google Ads cos’è e come funziona“).

Le SERP personalizzate in base alla posizione

Le pagine dei risultati di ricerca vengono personalizzate in base alla posizione fisica dell’utilizzatore del dispositivo dal quale si digita la query.

Ogni utente vede nelle SERP una disposizione diversa dei risultati a seconda di vari fattori, in primis la propria posizione geografica.

In questo modo Google punta a porre in evidenza quei contenuti rilevanti in ambito geografico per la specifica ricerca in questione, che non sarebbero percepiti come altrettanto importanti in differenti circostanze.

Questo aspetto assume particolare rilevanza per le aziende che operano a livello locale, come ristoranti, strutture ricettive o punti vendita tradizionali, le quali tramite la Local SEO possono farsi trovare più efficacemente dai potenziali clienti.

Gli elementi a destra della SERP

Google è in grado di riconoscere gli elementi che sono legati ad altri da delle relazioni e sul lato destro della SERP è possibile trovare dei contenuti “extra”.

Ad esempio, può trattarsi  di soggetti famosi (politici, sportivi, scrittori, attori, ecc.), ma anche di prodotti dell’ingegno (edifici celebri, libri, film, ecc.).

Per le query informative si individuano principalmente informazioni prelevate da Wikipedia e altri siti web autorevoli, immagini e ricerche correlate.

In caso di ricerche relative a specifiche aziende, vengono mostrate anche recensioni, indirizzi, mappe e altre informazioni potenzialmente utili per il navigatore.

Cos’è il Knowledge Graph?

Questi concetti vengono posti in evidenza attraverso appositi box sulla destra della SERP. La formula del Knowledge Graph permette di raccogliere tutte le informazioni legate ai concetti delle entità come:

  • immagini rilevanti da Google Images;
  • data di nascita;
  • data di morte;
  • altezza;
  • opere associate;
  • colleghi;
  • parenti o partner;

I box sono completi di ricerche correlate per altre entità rilevanti per l’entità in questione, in modo da rendere agli utenti più facile individuare altre informazioni.

Elementi nella posizione inferiore della SERP

Le pagine dei risultati di ricerca non si limitano a fornire la risposta alle interrogazioni digitate.

In fondo alla pagina della SERP, oltre agli annunci, pubblicitari troviamo anche il box con le ricerche correlate che variano di ricerca in ricerca.

Come funzionano le ricerche correlate?

Si tratta di suggerimenti di Google di ricerche correlate a quelle da noi digitate, che possono servirci a ottenere altre informazioni attinenti alle nostre necessità.

Google Ricerche Correlate

Cliccando su uno di questi termini possiamo avviare delle ricerche autonome attorno a tali argomenti, in modo da ampliare le informazioni a nostra disposizione.

I Sitelink di Google sono link che conducono a delle pagine interne al sito. Si tratta di collegamenti posti nei box in prima posizione tra i risultati di ricerca.

Sitelinks e Sitelinks Search Box

L’utente trova nei riquadri delle risposte di massima alle ricerche di informazioni digitate su Google e cliccando sui link si può accedere direttamente alla pagina che espone l’argomento in questione.

Le nuove funzionalità di Google mostrano evidenziate in giallo le righe della pagina che rispondono alle domande poste dagli utenti.

I siti che hanno un motore di ricerca interno, possono ottenere la Sitelinks search box (Casella di ricerca dei sitelink) implementando i dati strutturati di tipo WebSite nella Homepage.

I Minilink di Google sono collegamenti che appaiono sotto lo snippet e che conducono a una pagina differente da quella che appare nel risultato standard.

A differenza dei Sitelink, possono comparire anche per gli snippet delle posizioni successive alla prima.

Conclusioni sulle SERP di Google

Ora che hai compreso che cosa sono le SERP di Google, il prossimo passo è capire come funziona la Ricerca Google per poi stabilire la strategia di posizionamento.

Come vedi non sono raccolte di elementi sempre uguali a sé stessi, ma il frutto di algoritmi e di operazioni che le portano a mutare continuamente per meglio rispondere alle esigenze delle persone.

Un consulente SEO deve sempre adattare le proprie considerazioni alle caratteristiche delle SERP del momento e del settore di riferimento, per mettersi in condizione di ottenere risultati.

Valentino Mea

SEO Specialist e consulente SEM certificato Google Ads e Analytics. Dal 2010 fornisce servizi di consulenza a web agency, proprietari di siti e-commerce e start-up. Dal Novembre 2013 condivide tutorial pratici e la sua esperienza nel settore su questo blog.

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Valentino Mea Consulente SEO e SEM

Sono Valentino Mea, esperto di Search Marketing a livello professionale dal 2010. Supporto Imprenditori e Liberi Professionisti nello sviluppare progetti web seri, sostenibili e redditizi, attraverso l’erogazione di:

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