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Traffico Organico: cos’è e come misurarlo con Google Analytics

Traffico Organico

Il traffico organico è determinato dalle visite provenienti dai risultati naturali dei motori di ricerca. Saper misurare la qualità del traffico organico significa poter valutare la bontà delle attività SEO svolte su di un sito web. In questo articolo vediamo come misurarlo in pochi passaggi con Google Analytics.

È importante evidenziare che le visite, per un sito web, sono solo il mezzo tramite il quale raggiungere il vero obiettivo dei nostri clienti che consiste principalmente nell’acquisizione di lead e nella vendita dei loro prodotti/servizi tramite il proprio sito.

Che cos’è il traffico organico?

Il traffico organico o naturale consiste nell’insieme delle visite che un sito internet riceve naturalmente attraverso i risultati dei motori di ricerca, senza l’impiego di annunci sponsorizzati.

Questo tipo di traffico è il risultato di un buon posizionamento organico all’interno delle SERP di Google (Search Engine Results Pages), ovvero le pagine che mostrano i risultati in risposta alle query di ricerca degli utenti.

La definizione di traffico organico si ricollega strettamente alle strategie di web marketing incentrate sull’ottimizzazione per i motori di ricerca, volte a migliorare la visibilità di un sito web nei risultati di ricerca.

Per ottenere questo tipo di traffico è essenziale pubblicare contenuti di qualità che rispondano in modo pertinente e autorevole alle domande degli utenti.

In un panorama di digital marketing competitivo, incrementare il traffico organico è fondamentale per il successo di un sito web, poiché consente di acquisire traffico gratuito per parole chiave strategiche, che si traduce spesso in maggiore engagement e conversioni.

Differenza tra traffico organico e traffico a pagamento

Comprendere la distinzione tra traffico organico e a pagamento è fondamentale per definire una strategia di marketing digitale.

Il traffico organico è il traffico che si guadagna naturalmente attraverso la visibilità nei motori di ricerca, ed è considerato l’opposto del traffico a pagamento poiché non richiede una spesa diretta per ogni clic o visualizzazione.

Per generare traffico naturale, è essenziale ottimizzare il sito web e i suoi contenuti per i motori di ricerca utilizzando keyword pertinenti che rispecchiano le ricerche degli utenti.

Questo processo aiuta a posizionarsi come una risorsa rilevante per l’utente che cerca informazioni specifiche, rendendo il traffico organico su Google altamente qualificato e potenzialmente più duraturo nel tempo.

D’altro canto, il traffico proveniente da canali a pagamento come Google Ads si basa su modelli come il pay per click (PPC), dove gli inserzionisti pagano una tariffa ogni volta che un annuncio viene cliccato.

Questi ads appaiono nei risultati di una ricerca a pagamento e sono distinti dai risultati organici.

Sebbene i canali di traffico a pagamento possano offrire una visibilità immediata e un controllo più diretto sul targeting dell’audience, essi richiedono un investimento continuo di denaro per mantenere il flusso di traffico.

Inoltre, una volta che il budget per gli annunci viene esaurito, anche il traffico tende a diminuire rapidamente.

In sintesi, mentre il traffico a pagamento può fornire risultati immediati, il traffico organico si costruisce e si mantiene nel tempo attraverso contenuti di valore e una solida strategia SEO.

Quest’ultimo è spesso visto come un investimento a lungo termine nella credibilità e nell’autorità di un sito web, con il vantaggio di attirare un pubblico che ha un interesse genuino nei contenuti offerti.

Come incrementare il traffico organico

Per ottenere un miglioramento del traffico organico verso il proprio sito web, è essenziale adottare una serie di strategie SEO e ottimizzazioni mirate.

Un aumento del traffico organico non si limita solo a Google, ma si estende anche agli altri motori di ricerca che possono contribuire a una porzione significativa delle visite.

Un primo passo fondamentale è la ricerca e l’analisi accurata delle parole chiave più pertinenti e ricercate dal proprio target di riferimento.

Questo non solo aiuta a ottimizzare i contenuti esistenti ma guida anche la creazione di nuovi contenuti che rispondano alle domande e ai bisogni degli utenti.

Per incrementare il traffico organico, è quindi cruciale una combinazione di ottimizzazione SEO On Page, come l’uso intelligente delle parole chiave nei titoli, nelle meta descrizioni e nei contenuti, insieme a una strategia SEO Off Page che includa la costruzione di un profilo di backlink di qualità e l’engagement sui social media.

La costanza nell’aggiornare il sito con contenuti freschi e rilevanti, insieme a una buona user experience e una velocità di caricamento ottimale, contribuirà ulteriormente a migliorare la visibilità naturale del sito nei motori di ricerca.

Infine, è importante non trascurare il traffico diretto, che si verifica quando i visitatori inseriscono l’URL del sito direttamente nel browser.

Questo tipo di traffico è sempre conseguenza delle altre strategie di marketing e man mano che aumenta il traffico organico al tuo sito, aumenta anche questa tipologia di traffico.

Metriche tradizionali di coinvolgimento utenti

Prima di mostrare come analizzare la qualità del traffico organico è importante indicare e definire le metriche di coinvolgimento degli utenti tradizionali:

  1. Frequenza di rimbalzo: è la percentuale di utenti che abbandona il sito dopo aver visitato una sola pagina (documentazione ufficiale);
  2. Pagine/sessione: è il numero medio di pagine visualizzate dagli utenti durante una navigazione del sito (documentazione ufficiale);
  3. Durata media visita: è la durata media di una sessione (documentazione ufficiale);

Risulta piuttosto comune che i siti ricchi di contenuti (come i blog, siti di news, ecc.) presentino una frequenza di rimbalzo elevata e le metriche pagine/visita e durata media visita con percentuali basse.

La frequenza di rimbalzo elevata dipende dalla circostanza che gli utenti, generalmente, visitano questa tipologia di siti per leggere gli ultimi contenuti per poi andarsene direttamente dalla pagina di destinazione, senza navigare ulteriormente.

Dal momento che Google Analytics, per impostazione predefinita, può conteggiare il tempo trascorso su una pagina web solo quando un utente naviga verso un’altra pagina dello stesso sito, risulta impossibile stabilire il tempo effettivamente trascorso sulle pagine di destinazione.

Gli step per misurare la qualità del traffico organico con Google Analytics

Dopo questa breve spiegazione delle metriche tradizionali, veniamo a spiegare come misurare la qualità del traffico organico proveniente dai motori di ricerca:

1) Andare nel rapporto Traffico di ricerca organico del proprio account Analytics (Acquisizione > Acquisizione Traffico) e filtrare il “Gruppo di canali predefinito della sessione” per Organic Search;

Google Analytics 4 filtrare traffico organico

2) Impostare in “intervallo di date” un periodo di riferimento per poi confrontarlo con un periodo precedente. Nel nostro esempio è confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente.

Confronto intervallo date Google Analytics

Il grafico mostra le visite organiche dei 2 periodi di riferimento per poter valutare con assoluta immediatezza se il traffico proveniente dai motori di ricerca sia aumentato o diminuito (nel nostro caso è aumentato del 25,6%).

Analisi traffico organico Google Analytics

Le dimensioni e le metriche che seguono confermano i dati del grafico, ma ne aggiungono un altro dato piuttosto scomodo: il numero di conversioni rispetto al mese precedente è identico (8 contro 8).

Dimensioni e metriche traffico organico

Come potete vedere nonostante il traffico organico sia migliorato del 25,64% le conversioni non hanno registrato un aumento proporzionale.

Sei pronto per aumentare il traffico organico?

In quattro semplici passaggi abbiamo analizzato il traffico organico e ci siamo resi conto che bisognerà migliorare la qualità delle attività SEO per:

  1. far giungere al sito visitatori più pertinenti;
  2. lavorare maggiormente sui contenuti per aumentare il coinvolgimento degli utenti;
  3. aumentare le call to action per persuadere maggiormente i visitatori provenienti dai motori di ricerca ad entrare in contatto con il cliente.

Abbiamo, inoltre, compreso che talvolta un aumento delle visite organiche provenienti dai motori di ricerca non sempre coincide con un aumento delle conversioni.

Infine, abbiamo dimostrato che le tradizionali metriche di coinvolgimento degli utenti talvolta potrebbero non essere sufficienti per analizzare la qualità del traffico organico, ma che bisogna effettuare analisi più approfondite per migliorare il volume del traffico generato.

Call to Action call to action over

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Valentino Mea

Valentino Mea

  • Imprenditore ed esperto di Search Marketing dal 2009, General Manager di Millionaire Consulting FZCO.
  • Ha gestito migliaia di progetti SEO e Google Ads per aziende nazionali e internazionali, aiutandole a costruire business online sostenibili e redditizi.
  • Intervistato da RAI 3 nel Gennaio 2025 come voce autorevole del settore. Guarda l’intervista.
  • Autore di diversi libri best seller, tra cui “SEO per E-commerce PRO”, “Google Analytics Now” e “SEO per AI”,  per posizionarsi su Google e trasformare gli utenti in clienti. Trovali su Amazon.
  • Ha formato 932 tra consulenti SEO e Google Ads, freelance e dipendenti.
  • Ha creato diversi corsi su SEO, Google Ads e Imprenditoria Digitale, tra cui “Diventare SEO”, il 1° in Italia a insegnare la SEO in modo pratico e a monetizzarla.
  • Fondatore della SEO Membership®, l’unica community privata dove ogni settimana imprenditori, colleghi e aspiranti si confrontano su SEO e business online.
  • Dal Novembre 2013 condivide su questo blog tutorial pratici e la sua esperienza sul campo.

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