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Come creare URL SEO Friendly: Guida Definitiva

URL SEO Friendly

Nella SEO On Site, parliamo spesso di come creare il giusto URL delle pagine web.

Ma cos’è un URL SEO Friendly? Perché dovresti ottimizzare gli URL? L’ottimizzazione degli URL non sembra un’attività molto difficile da fare, ma è un aspetto importante per il posizionamento sui motori di ricerca.

Vediamo tutto ciò che c’è da sapere al riguardo.


Cosa sono gli URL in un Sito Web

Gli URL (Uniform Resource Locator) sono stringhe di caratteri che il tuo browser utilizza per trovare e visualizzare una specifica risorsa web (pagine, immagini, pdf, etc).

Un URL è la posizione da cui si accede alle pagine di un sito web, quando si digita il loro indirizzo esatto nel browser.

Gli URL vengono mostrati come parte dei risultati nei vari motori di ricerca, perciò è estremamente importante creare URL SEO friendly che favoriscano il clic sul nostro risultato e il conseguente aumento del CTR.

Google Serp URL

Se utilizziamo i dizionari di Schema.org, a volte vengono sostituiti dalle breadcrumb:

URL SEO Breadcrumbs

Ottimizzare gli URL per la SEO

Ottimizzare gli URL per la SEO

Un URL SEO Friendly (definito anche “URL parlante“) è un URL amichevole ai motori di ricerca.

Questo significa che presenta tutta una serie di requisiti che favoriscono il posizionamento di un sito web su Google.

Tra le ottimizzazioni SEO on site basilari, una delle principali tecniche consiste nella denominazione degli indirizzi URL del proprio sito web.

Vediamo quindi gli aspetti a cui devi prestare attenzione quando crei URL SEO-Friendly per le pagine del tuo sito ed esaminiamo una serie di caratteristiche che è necessario prendere in considerazione.

Lunghezza degli URL

L’URL di una pagina viene mostrato nei risultati di ricerca di Google (SERP) e per questo è importante che non sia troncato, proprio per far comprendere all’utente il contenuto del tuo sito e delle pagine che andrà a visitare.

In ottica SEO un URL breve è generalmente preferibile: più corto è l’URL, meglio è.

Gli URL più brevi aiutano il sito web a posizionarsi meglio degli URL lunghi e pertanto è consigliabile rimuovere le parole inutili e le cosiddette “stop words”.

Esempio URL lungo con troppe parole: www.sito.it/come-diventare-il-migliore-consulente-seo-in-italia

Esempio URL breve: www.sito.it/diventare-consulente-seo

Quanti caratteri bisogna usare? L’URL non deve superare la lunghezza di 115 caratteri per evitare di essere troppo lungo e preferibilmente deve essere tra i 50 e i 60 caratteri.

Quante parole bisogna usare? È consigliabile utilizzare da tre a cinque parole per rendere gli URL semplici e offrire agli utenti un’idea abbastanza chiara del contenuto della pagina che andranno a visitare.

La regola generale è che bisogna mantenere il numero di parole al minimo.

Inoltre gli URL troppo lunghi non sono facilmente memorizzabili da parte degli utenti e riducono quindi le probabilità di Link Earning e Link Building.

Struttura degli URL e Cartelle

Un ulteriore e importante aspetto da considerare, soprattutto nella SEO per eCommerce e in generale per i siti che presentano molteplici categorie, è la struttura degli URL e la denominazione delle cartelle (visto che queste ultime andranno a costituire una parte dell’URL).

Suddividere i contenuti per categorie, creando cartelle dedicate, consente di ordinare i contenuti del sito e far comprendere meglio l’architettura informativa a GoogleBot, aumentando così le probabilità di migliorare il posizionamento.

Ad esempio, un sito di arredamento potrebbe posizionarsi per ulteriori parole chiave suddividendo i suoi prodotti per categorie e sfruttando il nome delle cartelle per inserire le keyword.

Un URL ben strutturato come: www.sito.it/lampade/lampade-shabby-chic.html, consentirebbe di intercettare potenzialmente sia gli utenti che cercano le parole chiave “lampade” o “lampade shabby chic”.

Utilizza un massimo di due cartelle per URL per mantenerlo semplice.

La presenza eccessiva di cartelle negli URL, seppure non danneggia necessariamente le prestazioni, può creare una percezione di profondità del sito sia per i crawler che per gli utenti.

Esempio teorico URL con troppe cartelle: www.sito.it/cartella-1/cartella-2/cartella-3/pagina.html

Esempio pratico URL con troppe cartelle: www.sito.it/arredamento/luci/lampade/lampade-shabby-chic.html

Esempio pratico struttura di URL corretta: www.sito.it/arredamento/lampade/lampade-shabby-chic.html

Nomi URL generici

Quindi URL brevi, ma descrittivi. La creazione di un URL SEO ben congegnato fornisce sia a noi umani che ai motori di ricerca l’indicazione dell’argomento della pagina di destinazione.

Ancora oggi c’è chi ha l’abitudine di creare pagine con nomi “generici”, come pagina-1.html, /categoria-3/ e così via.

URL di questo tipo non consentono di comprendere l’argomento della pagina e confondono utenti e motori di ricerca.

Creare URL parlanti e semplici è ciò a cui si vuole puntare quando dobbiamo ottimizzare per la SEO.

Evitiamo nomi URL generici e scriviamo gli URL pensando prima alle persone che dovranno leggerli e comprenderli.

URL con parametri e session ID

Google predilige URL “statici” e pertinenti al contenuto della pagina, mentre digerisce malvolentieri gli URL dinamici con parametri e session ID.

Un URL dinamico generalmente include caratteri speciali, variabili e query string.

Esempio di URL dinamico: www.sito.it/pagina.php?id=3&q=33

Sebbene i motori di ricerca nel tempo siano riusciti a interpretare sempre meglio gli URL dinamici, è sempre bene cercare di ottenere URL statici mediante operazioni di URL Rewriting oppure evitare di realizzare il proprio sito con CMS che generano URL numerici (e risolvere il problema a monte).

Inoltre è fondamentale monitorare con Google Search Console eventuali problematiche generate dagli URL parametrici perché possono generare numerose varianti della stessa pagina e quindi contenuti duplicati.

In questo modo Google finisce per scansionare inutilmente più versioni simili, consumando crawl budget che sarebbe meglio destinare all’indicizzazione delle sezioni più strategiche del sito.

Nota bene: in seguito alla riscrittura degli URL del tuo sito web, ricorda di implementare i redirect 301 per evitare di perdere traffico.

URL Assoluti vs Relativi: differenze ed esempi pratici

È utile introdurre un altro aspetto fondamentale: la distinzione tra indirizzi assoluti e relativi.

Un indirizzo web ben impostato non solo facilita gli utenti, ma semplifica anche il lavoro dei motori di ricerca, rendendo chiaro e ordinato il percorso verso i contenuti.

  1. URL assoluti: riportano l’intero percorso, comprensivo di protocollo (http/https), nome del dominio e path della pagina. Esempio: https://www.sito.it/blog/articolo-seo
  2. URL relativi: indicano la risorsa in relazione alla posizione della pagina in cui ci si trova. Esempio: /blog/articolo-seo

Quando scegliere l’uno o l’altro?

La scelta è semplice: preferisci sempre quello assoluto se vuoi garantire un collegamento sicuro e univoco. È particolarmente utile per le pagine più importanti, evitando di confondere Google con percorsi ambigui o ridondanti.

Trattini per separare le parole anziché underscores

Quando bisogna inserire spazi tra le parole, si hanno due opzioni principali: puoi utilizzare il trattino o gli underscores. La scelta migliore è il “trattino“.

Google ha indicato esplicitamente che per separare le parole negli URL è preferibile utilizzare il trattino “-” invece del carattere di sottolineatura “_” (underscore), poiché quest’ultimo non viene sempre interpretato come separatore di parole.

Esempio URL separato con trattino: www.sito.it/agenzia-seo/

Esempio URL separato con underscore: www.sito.it/agenzia_seo/

Caratteri speciali e non ASCII

È bene inoltre evitare di inserire negli URL i caratteri speciali che alcuni browser non accettano, rendendo così non disponibile la pagina.

Un URL SEO-friendly presenta sempre caratteri inclusi nello schema di codifica ASCII.

Esempio di URL con caratteri speciali: www.sito.it/consulenza+seo

Nella SEO multilingua può capitare di imbattersi in lingue, come il Russo, che tendono a creare problematiche in merito ai caratteri non ASCII negli URL, ma tutte ormai superabili.

Lettere Minuscole

Per scrivere URL SEO Friendly è consigliabile utilizzare sempre le lettere minuscole.

L’utilizzo di lettere maiuscole può potenzialmente portare a reindirizzamenti o errori 404 su determinati server web.

Ad esempio, alcuni server Linux potrebbero interpretare in maniera differente pagine che contengono lettere maiuscole e minuscole (ad esempio: Articolo-1.html e articolo-1.html) e considerarle come due risorse distinte e separate.

Per tale ragione bisogna uniformare alle lettere minuscole la nomenclatura di file, cartelle e URL.

Inserire la parola chiave principale

I motori di ricerca prestano attenzione alle corrispondenze tra le parole presenti negli URL e le keyword nel testo.

È quindi una buona pratica inserire negli URL parole chiave rilevanti per le quali vogliamo essere visibili e posizionarci su Google.

Esempio URL senza parola chiave: www.sito.it/servizi.html

Esempio URL con parola chiave: www.sito.it/servizi-seo.html

Quindi, per essere più rilevanti per i motori di ricerca, gli URL devono contenere la keyword principale per cui vogliamo essere posizionati.

Ma esattamente quante parole chiave vanno inserite? La regola generale è: una, massimo due keyword all’interno di un URL, non di più.

Evitare ripetizioni delle parole chiave

Se inserire la keyword principale è un fattore di ranking, ripetere le stesse parole chiave (o qualunque altra parola) in un URL può essere dannoso.

La ripetizione, nella migliore delle ipotesi, è inutile perché Google non ti ricompenserà in alcun modo per l’utilizzo di una keyword che appare più di una volta nello stesso URL.

Esempio URL con ripetizione della parola chiave: www.sito.it/servizi-seo/servizi-seo.html

In realtà, la ripetizione potrebbe potenzialmente essere vista come una forma di manipolazione dai motori di ricerca e comportare penalizzazioni.

Inoltre l’inserimento forzato delle stesse parole diminuirà la tua credibilità agli occhi degli utenti.

Ottimizzazione pratica degli URL con CMS

Ottimizzazione degli URL con CMS

Conoscere le regole è fondamentale, ma per applicarle davvero serve lavorare con gli strumenti giusti.

I moderni sistemi di gestione dei contenuti offrono funzioni integrate che semplificano la creazione di indirizzi ordinati e coerenti, riducendo il margine di errore.

Ecco alcune azioni pratiche che puoi mettere in campo subito:

  • Impostare i permalink in WordPress scegliendo la struttura “nome-articolo” al posto di quella predefinita.
  • Pulire automaticamente lo slug eliminando parole inutili e stop words, così da creare URL brevi e facilmente leggibili.
  • Controllare che vengano utilizzati sempre i trattini per separare le parole.
  • Uniformare tutto in lettere minuscole per non generare varianti dello stesso indirizzo.

Integrare questi passaggi nella routine quotidiana significa rendere un URL non solo corretto dal punto di vista tecnico, ma anche capace di sostenere la crescita organica del progetto.

Ricorda: per quanto gli strumenti possano sembrare semplici da usare, il supporto di un consulente SEO resta fondamentale per evitare errori nascosti e garantire la massima accessibilità all’utente.

Best practice avanzate per creare URL SEO Friendly

Best practice avanzate per URL SEO Friendly

Una volta consolidate le regole di base, è il momento di alzare l’asticella e applicare accorgimenti che rendono gli indirizzi davvero solidi e capaci di sostenere una strategia SEO a lungo termine.

Si tratta di piccole scelte che, sommate, possono fare la differenza sia per l’esperienza degli utenti che per i motori di ricerca. Ecco alcune linee guida da non trascurare:

  1. Evitare date negli indirizzi: includere anni o mesi può far apparire un contenuto vecchio, limitandone l’impatto nel tempo. Meglio puntare su risorse evergreen.
  2. Gestire correttamente i redirect 301: indispensabili quando un sito subisce migrazioni o ristrutturazioni, così da non disperdere traffico e autorevolezza.
  3. Passaggio a HTTPS come standard di sicurezza: il protocollo sicuro non è solo una garanzia tecnica, ma anche un fattore di ranking che rafforza la fiducia degli utenti.
  4. Limitare la profondità dei percorsi: oltre 4-5 directory, la leggibilità cala e aumenta la percezione di complessità.
  5. Pensare all’indirizzo come anchor text naturale: un friendly URL breve e chiaro è più condivisibile, facilita la link building e rafforza la diffusione organica dei contenuti.

Inoltre, bisogna fare attenzione ad alcune problematiche comuni che possono ostacolare qualsiasi ottimizzazione SEO:

  • Errori di sintassi (ad esempio http::///esempio.it), che rendono l’indirizzo non valido.
  • Gestione incoerente di maiuscole e minuscole, che può portare a duplicati e difficoltà di indicizzazione.
  • Strutture dinamiche troppo complesse, come filtri multipli, calendari infiniti o ID di sessione ripetuti, che possono generare un numero eccessivo di varianti dello stesso contenuto, riducendo la qualità di un URL chiaro.

Applicare queste pratiche non significa solo scrivere indirizzi web ordinati, ma costruire basi stabili per il posizionamento SEO delle pagine e la crescita del progetto online.

FAQ con esempi di URL ben strutturati e parlanti per migliorare la SEO

FAQ con esempi di URL

Se hai ancora dubbi su come scrivere e gestire gli URL di un sito in modo efficace, questa sezione di FAQ fa al caso tuo.

Troverai risposte chiare e veloci, utili per comprendere quali decisioni possono migliorare il processo di ottimizzazione SEO di un indirizzo web e aumentare la visibilità del tuo sito.

Quali le raccomandazioni di Google Search Central per la creazione di un URL SEO?

Le raccomandazioni di Google Search Central includono:

  • Usare indirizzi semplici, chiari e descrittivi (www.sito.it/servizi-consulenza invece di www.sito.it/sc?id=57&ref=abc).
  • Inserire negli stessi parole al posto di stringhe numeriche o codici (meglio www.sito.it/corsi-marketing che www.sito.it/cat/4521).
  • Evitare contenuti duplicati causati da parametri complessi (www.sito.it/prodotto/camicia invece di varianti con ?id=12&color=blue o ?id=12&color=red).
  • Puntare su formati brevi, facilmente leggibili per utenti e motori di ricerca (ad esempio: www.sito.it/contatti al posto di www.sito.it/pagina-informazioni-contatti-utili-per-clienti).
  • Garantire che ogni indirizzo rappresenti in modo univoco la pagina corrispondente (evitare che www.sito.it/offerte e www.sito.it/offerte-speciali mostrino lo stesso contenuto).

Un URL influisce sul ranking o serve solo a rendere la pagina più descrittiva?

Sì, incide sul ranking migliorando l’esperienza dell’utente e favorendo il click nei risultati di ricerca.

Come gestire i duplicati e scrivere URL SEO brevi?

Anche quando decidi di creare URL brevi e ordinati, puoi indicare la versione preferita con il tag canonical così da consolidare i segnali e mantenere la coerenza del sito.

Ad esempio hai due versioni della stessa pagina:

  • https://www.miosito.it/prodotto?id=1237
  • https://www.miosito.it/prodotto (versione breve)

Per evitare che vengano considerate come duplicati, puoi impostare il tag canonical verso la versione preferita:

<link rel=”canonical” href=”https://www.miosito.it/prodotto” />

Quando conviene o meno cambiare gli URL?

Cambiarlo non è una scelta da prendere alla leggera: può portare benefici, ma anche rischi in termini di traffico e visibilità.

Conviene farlo quando:

  • è troppo lungo, confuso o privo di logica;
  • sono presenti parametri inutili o stringhe numeriche che non aiutano la comprensione;
  • serve rendere la struttura più coerente con l’architettura del sito.

Non conviene invece se:

  • il cambio è dettato solo da motivi estetici, senza benefici reali;
  • la pagina ha già accumulato link esterni autorevoli e un buon posizionamento stabile;
  • non sei in grado di gestire correttamente i Redirect 301, rischiando di perdere traffico e autorevolezza.

Da precisare: ogni caso è a sé e va approfondito in modo corretto prima di intervenire, tenendo conto che possono esserci anche altre problematiche.

Utilizzando l’AI posso scrivere URL Friendly in modo veloce?

Può sicuramente darti una mano, ma non può sostituirti del tutto. L’intelligenza artificiale è utile per velocizzare il processo: ad esempio può proporti versioni brevi, suggerire parole da inserire o evidenziare errori comuni.

Tuttavia, la scelta finale deve sempre essere tua, perché solo tu conosci davvero il contesto, gli obiettivi del progetto e il modo migliore per rendere un indirizzo coerente con i contenuti del sito.

Quando si modifica lo slug tramite URL Rewriting, in quali casi è necessario utilizzare un redirect 301?

È necessario usare un Redirect quando un URL già indicizzato e posizionato viene riscritto.

In questi casi, cambiare URL senza reindirizzamento porta a errori 404 e perdita di segnali SEO.

Il reindirizzamento 301 permette ai motori di ricerca di comprendere che l’indirizzo è stato spostato in modo permanente e trasferisce autorevolezza al nuovo URL.

Puoi indicarmi dei plugin WordPress per comporre un URL parlante?

Sì. In WordPress puoi usare plugin come Yoast SEO e Rank Math, che aiutano a creare URL puliti e coerenti.

Questi strumenti facilitano l’uso corretto dello slug, evitano parametri URL inutili e supportano una buona SEO On-page, senza dover intervenire manualmente.

È comunque buona norma controllare sempre e non affidarsi esclusivamente ai plugin per assicurarsi che gli URL siano davvero chiari, leggibili e coerenti con la nostra strategia SEO del sito.

Per un Friendly URL ottimizzato SEO meglio utilizzare la keyword secca o una keyphrase?

Nella maggior parte dei casi è preferibile utilizzare una keyphrase breve e naturale che includa la keyword principale, mantenendo l’indirizzo della pagina semplice e leggibile.

Indirizzi web progettati in questo modo aiutano i motori di ricerca a comprendere meglio il contesto del contenuto e migliorano soprattutto l’esperienza di navigazione dell’utente.

Conclusioni su come creare un URL SEO Friendly

Conclusioni su come creare un url SEO friendly

Abbiamo appena visto come sia importante scrivere URL brevi, che contengano la parola chiave, ma allo stesso tempo significativi per l’utente oltre che per i motori di ricerca.

Per essere SEO friendly, un URL deve essere breve, semplice e leggibile.

Anche se può sembrare abbastanza semplice sulla carta, la creazione di un URL ottimizzato può risultare piuttosto complicata (chi gestisce siti di grandi dimensioni sa di cosa parlo).

Ci sono diverse variabili che devono essere studiate per comporre URL friendly capaci di piacere sia ai motori di ricerca che agli utenti.

Con la pratica, però, la creazione di URL SEO friendly diventa molto più gestibile e può regalare grandi soddisfazioni in termini di risultati.

Se vuoi far emergere davvero il tuo sito in termini di traffico organico, visibilità e crescita online, contattaci subito e scopri come una strategia su misura può fare la differenza.

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Valentino Mea

Valentino Mea

  • Imprenditore ed esperto di Search Marketing dal 2009, General Manager di Millionaire Consulting FZCO.
  • Ha gestito migliaia di progetti SEO e Google Ads per aziende nazionali e internazionali, aiutandole a costruire business online sostenibili e redditizi.
  • Intervistato da RAI 3 nel Gennaio 2025 come voce autorevole del settore. Guarda l’intervista.
  • Autore di diversi libri best seller, tra cui “SEO per E-commerce PRO”, “Google Analytics Now” e “SEO per AI”,  per posizionarsi su Google e trasformare gli utenti in clienti. Trovali su Amazon.
  • Ha formato 932 tra consulenti SEO e Google Ads, freelance e dipendenti.
  • Ha creato diversi corsi su SEO, Google Ads e Imprenditoria Digitale, tra cui “Diventare SEO”, il 1° in Italia a insegnare la SEO in modo pratico e a monetizzarla.
  • Fondatore della SEO Membership®, l’unica community privata dove ogni settimana imprenditori, colleghi e aspiranti si confrontano su SEO e business online.
  • Dal Novembre 2013 condivide su questo blog tutorial pratici e la sua esperienza sul campo.

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