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Validazione W3C e SEO

Validazione W3C e SEO: la validazione di un sito è utile per posizionarsi?

Spesso gli sviluppatori mi chiedono se la validazione W3C di un sito è utile ai fini del posizionamento sui motori di ricerca. Mentre dal lato della programmazione spiegare i benefici è retorico, dal punto di vista della SEO non è poi così banale dato che attualmente i benefici dati da un lavoro attinente allo standard W3C è contornato da realtà e miti.

In questo articolo comprenderai:


Perché è importante la validazione W3C

Avere un sito validato significa andare in contro a tutti i possibili fruitori, alle loro interfacce (Chrome, Firefox, Safari, etc.) e ai loro dispositivi (desktop, tablet e smartphone).

Quindi consente di presentare agli utenti uno spazio ottimizzato, veloce e compatibile con i principali device.

Realizzare un sito web professionale, invece, non significa saper installare e attivare un tema oppure aprire il primo editor WYSIWYG e divertirsi a fare copia e incolla, ma è una vera e propria filosofia di programmazione.

Chi ha partecipato ad un corso serio di HTML, si sarà sentito ripetere diverse volte che i tag vanno scritti in minuscolo, che non potete fare tutti gli script che vi balzano per la mente ma attenervi alle regole del W3C (World Wide Web Consortium), pena estromissione dal corso.

Bisogna avere un sito validato al 100%?

Partiamo dal presupposto che la validazione W3C non è un fattore di ranking dichiarato e che quindi cercare la perfezione del codice non è indispensabile né per fare SEO né per ottenere il miglior posizionamento sui motori di ricerca.

Inoltre, il compito di garantire al cliente una validazione al 100% spetta a chi sviluppa il sito e considerando che i browser interpretano il codice a modo proprio, non è garantito che un sito validato W3C sia poi visualizzato perfettamente su tutti i browser.

Infine, un consulente SEO ha talmente tante di quelle variabili da tenere in considerazione che se impegna il tempo lavorativo a convalidare siti in W3C rischia di perdere di vista il motivo per cui lavora (aumentare il traffico organico), impiegando il proprio tempo a programmare e non a fare SEO.

Le diverse Scuole di Pensiero

Ci sono principalmente due scuole di pensiero:

1) La prima è fermamente convinta che avere un sito 100% conforme al W3C significa avere un sito pronto maggiormente predisposto al posizionamento.

2) La seconda ritiene invece che un front-end developer capace di carpire le tendenze del futuro e di creare siti affidabili e veloci anche uscendo dai permessi dati dal W3C, sia preferibile a chi realizza siti validati al 100% ma che non presentano un appeal idoneo.

Il mio parere è che la situazione ideale sia una via di mezzo, dove è preferibile avere uno script in più se questo significa semplificare di molto la vita all’utente e accontentarmi di un sito non validato al 100%.

L’obiettivo di un sito è agevolare i propri visitatori, rendendo semplice la comprensione dei suoi contenuti e dei servizi o prodotti che vuole promuovere.

Questioni di Budget

Nessun cliente vi proporrà un budget illimitato e quindi la bravura è nello stabilire le priorità.

L’imprenditore o il team di marketing dovranno scegliere se riservare il budget alla ricerca della perfetta validazione W3C e risparmiare sui servizi SEO, oppure avere un approccio inverso ed acquistare un tema già compilato ed investire principalmente nella campagna SEO.

Naturalmente, ritengo che sia preferibile avere qualche errore di codice piuttosto che risparmiare in visibilità sui motori di ricerca. Del resto ha senso avere un sito validato, ma che non ottiene traffico da Google?

In Italia, soprattutto per i siti e-commerce, molte web agency consigliano ai propri clienti di impiegare quasi tutto il budget nello sviluppo del sito, lasciando così poco budget alla promozione.

Naturalmente, una volta messi online, questi siti vendono poco o nulla. Ti ritrovi anche tu in questa situazione? Ora sai il perché di questo fallimento.

Gli standard W3C per la SEO

Oltre agli attributi alt delle immagini abbiamo molteplici tag HTML che vanno a braccetto con la SEO e che consentono di avere sia codice pulito che SEO compliant.

Alcuni esempi sono:

  • i tag di intestazione H1, H2, H3;
  • il grassetto con i tag Strong e Bold;
  • il corsivo con il tag Em;
  • etc.

Quindi fare SEO significa anche attenersi allo standard W3C e viceversa.

Ignorare le normative del W3C potrebbe portare il nostro sito ad essere meno rilevante per Google, perché W3C e SEO, a differenza di alcuni concetti espressi precedentemente, si aiutano notevolmente.

W3C e Posizionamento

Nel paragrafo precedente ho asserito che W3C e SEO sono collegati e potresti quindi chiederti come sia possibile che moltissimi siti che primeggiano le SERP non abbiano una conformità totale con le regole del W3C e talvolta anche molti errori.

La risposta è semplice: in questi casi si è investito principalmente sulla SEO copywriting e sull’acquisizione di backlink e un po’ meno sullo sviluppo del sito e sulla pulizia del codice.

Seppure avere un codice pulito ed idoneo alle normative W3C consente di avere un rendering migliore sui browser e quindi migliora l’usabilità di un sito, bisogna mettere in primo piano la realizzazione di contenuti di qualità e la loro promozione tramite SEO.

I contenuti prima di tutto

I siti che hanno successo e che hanno un ottimo posizionamento su Google lavorano principalmente sulla produzione di contenuti di qualità e sulla loro promozione.

Sarà quindi poco efficiente concentrare la propria forza lavoro alla ricerca di un tag chiuso male e vedersi superare nella SERP da altri siti che, a differenza nostra, avranno dedicato più attenzioni alla creazione di contenuti cioè il cuore del web e dell’essere umano.

Quindi è bene porre attenzione agli avvertimenti del validatore W3C e affidarsi a mani esperte per risolvere gli errori nel codice, ma allo stesso tempo bisogna concentrare la maggior parte del budget e gli sforzi nella produzione di contenuti utili agli utenti e sulla loro promozione tramite la consulenza SEO.

Conclusioni

Allo stato attuale chi fa SEO deve concentrarsi sulla strategia, sui contenuti e sui fattori di ranking dichiarati e conosciuti, tralasciando le “leggi” del W3C.

Allo stesso tempo, bisogna tener presente che un sito realizzato con un buon codice ha qualche possibilità in più di finire in alto nelle SERP, perché sarà più comprensibile ai crawler dei motori di ricerca e agevolerà la sua fruizione agli utenti.

Il mio consiglio finale in merito alla validazione W3C e SEO, è di corregge tutti gli errori che potrebbero causare problemi di rendering della pagina e di parser da parte del crawler.

Usare i validatori consente di scovare facilmente errori nel codice, errori che spesso si possono risolvere con un solo click. Cosa aspetti?

Se hai dubbi o domande in merito, non esitare ad utilizzare i commenti!

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